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Contratto a tempo determinato: come crearlo in maniera corretta

Il contratto a tempo determinato è uno strumento largamente utilizzato dalle aziende, con il quale è possibile offrire importanti tutele anche ai lavoratori impiegati temporaneamente, mentre le imprese possono usufruire di maggiore flessibilità e contenere i costi del personale. Tuttavia, è fondamentale sapere come creare un contratto a tempo determinato in maniera corretta.

D’altra parte, assumere un dipendente con un contratto non conforme espone l’azienda a pesanti sanzioni, con il rischio che il contratto venga ritenuto completamente invalido. Per evitare errori bisogna conoscere cosa prevede la legge italiana in materia, con tutti gli elementi essenziali che non devono mancare all’interno di un contratto di lavoro a tempo determinato di un dipendente.

Come funziona il contratto di lavoro a tempo determinato

Il contratto a tempo determinato è un contratto di lavoro subordinato caratterizzato da una durata prestabilita, che può arrivare fino a una massimo di 24 mesi. Questo limite vale sia per le aziende che scelgono di proporre un unico contratto temporaneo al lavoratore, che alle imprese che decidono di offrire fino a 4 contratti a tempo determinato la cui durata complessiva non può superare i 2 anni.

Le uniche eccezioni al limite temporale dei 24 mesi si applicano ad alcuni contesti specifici, come i contratti offerti dalle pubbliche amministrazioni, dagli istituti di ricerca pubblici e dalle università private. Il contratto di lavoro a tempo determinato può essere rinnovato in presenza di alcune condizioni, tra cui la necessità dell’azienda di sostituire dei lavoratori, aumenti temporanei dell’attività o esigenze momentanee non direttamente riconducibili all’attività aziendale principale.

Inoltre, il rinnovo del contratto a tempo determinato può avvenire solo se il lavoratore mantiene la stessa mansione, rispettando inoltre un periodo minimo di pausa tra i due contratti pari a 10 giorni in caso di durata inferiore a 6 mesi o di 20 giorni per i contratti con durata superiore. In caso di violazioni, ad esempio un numero di proroghe superiore a 4, il contratto diventa automaticamente a tempo indeterminato.

Un altro requisito importante è che la presenza di lavoratori con contratto a tempo determinato non deve superare il 20% rispetto al numero di lavoratori assunti a tempo indeterminato. In caso di eccedenza il datore di lavoro rischia una multa pari al 20% della retribuzione se l’abuso coinvolge appena un lavoratore, altrimenti se la violazione interessa più di un lavoratore la sanzione è pari al 50% della retribuzione.

Quando non è possibile usare il contratto a tempo determinato?

Nonostante sia molto diffuso, non sempre il contratto a tempo determinato può essere utilizzato dai datori di lavoro. Per legge, infatti, esistono alcune situazioni in cui non è possibile applicare questa tipologia contrattuale per assumere dei nuovi dipendenti. Si tratta in particolare delle aziende che ricorrono alla cassa integrazione, nello specifico quando si vogliono assumere dei lavoratori con contratto a tempo determinato per ricoprire le stesse mansioni dei dipendenti che stanno usufruendo degli ammortizzatori sociali.

Il contratto a tempo determinato non può essere utilizzato anche dai datori di lavoro che non hanno realizzato la valutazione dei rischi, in violazione del D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. Lo stesso succede per chi vuole sostituire i lavoratori in sciopero con altri da assumere a tempo determinato per svolgere le medesime mansioni, oppure quando sono stati effettuati dei licenziamenti collettivi in azienda negli ultimi 6 mesi.

Come creare contratti a tempo determinato in modo conforme

Il contratto di lavoro a tempo determinato deve essere sempre stipulato in forma scritta, come previsto anche per i contratti part-time, di somministrazione, di lavoro intermittente e di apprendistato. In questi casi la legge non consente che il contratto venga stipulato verbalmente, come può avvenire invece per altre forme contrattuali.

Oggi questo documento legale viene redatto solitamente in formato elettronico, basta creare un documento legale perfettamente a norma che andrà firmato sia dal datore di lavoro che dal lavoratore.

All’interno del contratto devono essere presenti alcuni dati essenziali, tra cui:

  • le informazioni sulle parti del contratto, come nome, cognome, luogo e data di nascita e codice fiscale del lavoratore e denominazione sociale, partita IVA e indirizzo della sede legale del datore di lavoro o dell’azienda;
  • l’indirizzo del luogo di lavoro, ossia l’indicazione del luogo in cui verrà svolta l’attività lavorativa temporanea da parte del lavoratore;
  • un riferimento al rischio del lavoro svolto dal lavoratore in base alla valutazione dei rischi redatta dal datore di lavoro;
  • la durata del contratto di lavoro a tempo determinato, che per legge può arrivare fino a un massimo di 24 mesi;
  • la mansione svolta dal lavoratore assunto;
  • la durata del periodo di prova, durante il quale il datore di lavoro o il lavoratore potranno rescindere il contratto anticipatamente senza sanzioni;
  • l’orario di lavoro,con l’indicazione del momento in cui inizia l’attività e in cui termina;
  • le modalità in cui è organizzato il lavoro, ad esempio con un orario prefissato per ogni giornata lavorativa o su turni;
  • il numero di ore settimanali complessive;
  • l’inquadramento del lavoratore assunto con contratto a tempo determinato;
  • la retribuzione del lavoratore secondo quanto stabilito dal CCNL di riferimento;
  • l’indicazione dell’eventuale necessità di utilizzo di dispositivi di sicurezza da parte del lavoratore.

Una volta creato il contratto a tempo determinato, un’operazione che in genere viene affidata alle risorse umane o al consulente del lavoro, entrambi i contraenti devono apporre il luogo, la data e la firma sul contratto. Questa operazione può essere ottimizzata per risparmiare tempo e risorse, basta utilizzare appositi strumenti per la firma elettronica per firmare e far firmare i documenti in modo semplice e veloce mantenendo il pieno valore legale del contratto.

Una soluzione ottimale è offerta dalle app per la firma elettronica, uno strumento più efficiente rispetto ai certificati e alle smart card. Le app per la firma elettronica consentono di gestire i contratti di lavoro a tempo determinato o di altra natura senza inutili complicazioni, bastano pochi semplici passaggi per ottenere un documento conforme e in regola in formato PDF. Si tratta di una soluzione perfetta per professionisti e imprese, per velocizzare i processi di assunzione e risparmiare sui costi legati alla stampa e all’archiviazione dei documenti cartacei.

Domande Frequenti

Come deve essere un contratto di lavoro a tempo determinato?

Un contratto di lavoro a tempo determinato deve avere una durata inferiore a 24 mesi e può essere rinnovato fino a un massimo di 4 volte, sempre rispettando una durata complessiva non superiore a 24 mesi.

Quanti contratti a tempo determinato si possono fare?

Le aziende possono avere un numero di contratti a tempo determinato fino a un massimo del 20% rispetto al numero di contratti a tempo indeterminato.

Quante volte può essere rinnovato un contratto a tempo determinato?

Un contratto a tempo determinato può essere rinnovato fino a 4 volte, previo consenso da parte del lavoratore, ma non si può superare una durata totale di 24 mesi considerando tutti i contratti stipulati con lo stesso lavoratore per svolgere le medesime mansioni.

Quanto tempo prima il datore di lavoro deve comunicare la proroga del contratto a tempo determinato?

Il datore di lavoro deve comunicare la proroga del contratto di lavoro a tempo determinato almeno 5 giorni prima della scadenza al Ministero del Lavoro.

Quando scatta l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato?

L’obbligo di assunzione a tempo indeterminato scatta al superamento dei 24 mesi per un unico contratto a tempo determinato o considerando la durata complessiva di tutti i rinnovi con lo stesso lavoratore.  

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