Aprire la Partita IVA: i costi inizialiÂ
Uno dei dubbi più comuni per chi vuole avviare un’attività riguarda quanto costa aprire una Partita IVA. In realtà , l’apertura in sé non prevede costi presso l’Agenzia delle Entrate, che rilascia gratuitamente il numero di Partita IVA a seguito della presentazione del modello AA9/12 (per le persone fisiche) o AA7/10 (per le società ).
Tuttavia, possono esserci delle spese accessorie di avvio e di gestione iniziale delle pratiche:
- Consulenza professionale o CAF: se ci si affida a un commercialista o a un centro di assistenza fiscale per la compilazione e l’invio della documentazione, è previsto un costo variabile che può oscillare da poche decine a qualche centinaio di euro.Â
- Iscrizione INPS: chi avvia un’attività come lavoratore autonomo o professionista deve iscriversi alla gestione separata INPS o, se artigiano/commerciante, alla gestione previdenziale di categoria, che prevede contributi minimi annuali.Â
- Altri adempimenti: in caso di attività specifiche (ad esempio artigianato o commercio), potrebbero essere richieste iscrizioni aggiuntive presso INAIL o Albi professionali, con ulteriori spese.Â
Costi fissi e variabili della Partita IVAÂ
Una volta aperta la Partita IVA, il titolare deve considerare sia i costi fissi che quelli variabili, che dipendono dal regime fiscale scelto e dal reddito prodotto.
- Contributi previdenziali INPS:Â
- Per artigiani e commercianti sono previsti contributi fissi minimi (circa 4.500 € l’anno), da integrare in base al reddito.Â
- Per i professionisti senza cassa si applicano contributi proporzionali al reddito dichiarato, senza contributi fissi ma con un’aliquota del 26,07% (gestione separata INPS 2025).Â
- Imposte e tasse:Â
- IRPEF: l’imposta sul reddito delle persone fisiche è progressiva, con aliquote dal 23% al 43%.Â
- Addizionali regionali e comunali: variano in base al territorio e si sommano all’IRPEF.Â
- IVA: per chi non opera in regime forfettario, va liquidata periodicamente e versata all’Erario.Â
La scelta del regime fiscale (ordinario o agevolato) influisce in maniera decisiva sull’entità delle imposte e sulla gestione contabile. Per chi rientra nei requisiti, il regime forfettario rappresenta una soluzione conveniente grazie all’imposta sostitutiva agevolata.
| Tipologia di costo | Dettagli | Importo indicativo (2025) |
| Costi iniziali | Apertura Partita IVA presso Agenzia delle Entrate | 0 € (gratuita) |
| Assistenza di un commercialista/CAF | 150 – 400 € una tantum | |
| Iscrizione INPS / Gestione separata | Variabile in base all’attività | |
| Costi annuali fissi | Contributi INPS (artigiani e commercianti) | Circa 4.500 € annui + percentuale sul reddito |
| Contributi INPS (gestione separata) | 26-27% del reddito dichiarato | |
| Costi annuali variabili | Imposte (IRPEF + addizionali) o imposta sostitutiva (regime forfettario) | 5% nei primi 5 anni, poi 15% (forfettario) – aliquote IRPEF progressive nell’ordinario |
| IVA (solo fuori dal regime forfettario) | Versamenti periodici in base al fatturato | |
| Altri costi ricorrenti | Parcella commercialista / software gestionale | 600 – 1.200 € annui (in media) |
Procedure per aprire la Partita IVAÂ
Aprire una Partita IVA è un’operazione relativamente semplice, ma richiede attenzione nella scelta di alcuni passaggi fondamentali:
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: l’apertura avviene tramite la compilazione e l’invio del modello AA9/12 (per persone fisiche) o AA7/10 (per società ). La procedura può essere svolta online con SPID/CNS oppure tramite intermediari abilitati.Â
- Codici ATECO e scelta del regime fiscale: individuare il corretto codice ATECO è essenziale, perché identifica il tipo di attività svolta e determina obblighi contributivi e fiscali. Contestualmente, occorre scegliere il regime fiscale (forfettario, semplificato o ordinario).Â
- Eventuale iscrizione a INPS e INAIL: in base all’attività , può essere necessaria l’iscrizione alla gestione previdenziale (artigiani, commercianti o gestione separata) e all’INAIL per la copertura assicurativa.Â
- Tempi e modalità di apertura: se gestita correttamente, l’attribuzione del numero di Partita IVA è immediata, mentre le iscrizioni a INPS e INAIL possono richiedere alcuni giorni lavorativi.Â
Conviene aprire la Partita IVA nel regime forfettario?Â
Per chi avvia un’attività , il regime forfettario rappresenta spesso la soluzione più conveniente, grazie a una serie di vantaggi fiscali e contributivi:
- Vantaggi fiscali e limiti di fatturato: è riservato a chi non supera i 85.000 € di ricavi annui. Le imposte vengono calcolate applicando un coefficiente di redditività in base al codice ATECO, con notevoli semplificazioni contabili.Â
- Aliquota agevolata e riduzione dei contributi: l’imposta sostitutiva è pari al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuove attività . Inoltre, gli iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi.Â
- Supporto digitale dedicato: per semplificare la gestione, alcune piattaforme digitali permettono di calcolare automaticamente imposte e contributi, monitorare i ricavi e rispettare tutte le scadenze.Â
Decisamente una soluzione indicata per freelance, professionisti e microimprese che vogliono partire con dei costi più ridotti e una gestione fiscale più snella e sostenibile.


Consigli pratici per chi apre la Partita IVAÂ
Aprire una Partita IVA è solo il primo passo: per gestirla al meglio serve pianificazione. Alcuni suggerimenti utili:
- Stimare correttamente i costi fissi annuali: prima di avviare l’attività è importante calcolare con attenzione contributi previdenziali, imposte e spese di consulenza, così da avere un quadro realistico della sostenibilità economica.Â
- Affidarsi a un commercialista o a un gestionale online: un professionista può aiutare nella scelta del regime fiscale e nella gestione degli adempimenti, ma anche i software gestionali semplificano molto la vita, soprattutto per chi sceglie il regime forfettario.Â
Tenere sotto controllo versamenti e scadenze con strumenti digitali: promemoria, calendari fiscali e piattaforme integrate permettono di ridurre il rischio di errori o ritardi nei pagamenti.Â
Domande Frequenti
Quali sono i costi minimi per aprire la Partita IVA nel 2025?
L’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi iniziali riguardano principalmente eventuali spese di consulenza e l’iscrizione alla gestione INPS (artigiani, commercianti o gestione separata).
È meglio aprire la Partita IVA da soli o tramite un commercialista?
È possibile aprire la Partita IVA autonomamente online, ma affidarsi a un commercialista riduce il rischio di errori nella scelta del codice ATECO e del regime fiscale, evitando complicazioni future.
Quanto tempo ci vuole per aprire la Partita IVA?
La procedura di attribuzione del numero di Partita IVA è immediata. Tuttavia, iscrizioni accessorie come quelle a INPS o INAIL possono richiedere alcuni giorni lavorativi.




