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Uscire dal regime forfettario: quando conviene e cosa considerare nella scelta

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In un mondo imprenditoriale che evolve rapidamente, la flessibilità e l’adattabilità sono essenziali per il successo professionale. Il regime forfettario, introdotto per semplificare la vita delle Partite IVA in Italia, rappresenta un’opzione vantaggiosa per molti, ma non sempre per tutti. Infatti, ci sono momenti in cui conviene uscire dal forfettario, nonostante le agevolazioni che questo regime comporta.  

In questo articolo vedremo quali sono i vantaggi e le limitazioni del regime forfettario e quali i segnali che indicano che potrebbe essere giunto il momento di valutare alternative più adeguate alle proprie esigenze aziendali, uscendo dal forfettario. 

Cos’è il regime forfettario e a chi conviene 

Il regime forfettario è stato introdotto per offrire una soluzione semplificata nella gestione fiscale delle piccole imprese e dei liberi professionisti. Con un’imposizione fiscale ridotta e obblighi contabili limitati, infatti, il forfettario mira a incoraggiare l’attività imprenditoriale, “aiutando” i professionisti durante i primi anni di attività in Partita IVA. 

Vantaggi del regime forfettario 

Aliquota fiscale ridotta 

Una delle caratteristiche principali del regime forfettario è l’applicazione di un’aliquota fiscale ridotta sui ricavi o compensi, che può variare in funzione dell’attività svolta, generalmente compresa tra il 5% e il 15%. Questo può tradursi in un significativo risparmio fiscale rispetto alle aliquote progressive IRPEF applicate in altri regimi. 

Semplificazione degli adempimenti fiscali 

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario beneficiano di una notevole riduzione degli obblighi contabili e dichiarativi. Non sono tenuti, ad esempio, a effettuare le ritenute d’acconto in uscita né a versare l’IVA, semplificando così la gestione amministrativa. 

Assenza di IVA 

Nel regime forfettario, i contribuenti sono esonerati dalla presentazione delle dichiarazioni IVA e dal pagamento dell’imposta, il che non solo riduce il carico burocratico, ma può anche rendere i loro servizi o prodotti più competitivi sul mercato rispetto a chi deve invece applicare l’IVA. 

Minor pressione fiscale 

Anche i contributi previdenziali sono calcolati in modo vantaggioso, basandosi su un reddito forfettizzato piuttosto che sull’effettivo. Questo può comportare un onere contributivo inferiore rispetto ad altri regimi. 

Limiti del regime forfettario 

Limite di reddito 

Esiste un limite massimo di fatturato o di compensi annui che varia in base al tipo di attività svolta, che attualmente è di 85.000 euro: superarlo comporta l’esclusione dal regime forfettario nell’anno successivo. 

Limitazioni sull’acquisto di beni strumentali 

C’è un tetto agli acquisti di beni strumentali nell’arco dell’anno, che non deve superare i 20.000 euro: superare questo limite può comportare l’esclusione dal regime. 

Esclusione per particolari categorie di contribuenti 

Non tutti possono accedere al regime forfettario: sono esclusi, ad esempio, i soggetti che partecipano in società di persone, in associazioni tra professionisti, in imprese familiari, o coloro che utilizzano prevalentemente lavoro dipendente o assimilato per l’esercizio dell’attività. 

Limitazioni per chi ha rapporti di lavoro dipendente o assimilati 

Se i ricavi o compensi derivanti da attività di lavoro autonomo o d’impresa sono inferiori a quelli derivanti da lavoro dipendente o assimilato (es. collaborazioni coordinate e continuative), non è possibile accedere al regime. 

Esclusione per chi ha cessato e riavviato un’attività 

Non è possibile accedere al regime forfettario se si è cessata un’attività d’impresa, arte o professione e se ne è avviata una simile nel triennio precedente. 

Vincoli sui compensi per prestazioni di servizi 

Per alcune categorie di professionisti che erogano servizi, il regime prevede che i compensi provenienti da un unico committente non superino l’80% del totale dei compensi annui. 

Impossibilità di dedurre e detrarre 

Nel regime forfettario si perde il diritto a molte delle deduzioni e detrazioni fiscali previste per altri regimi, come quelle relative agli interessi passivi sui mutui, ai contributi previdenziali e alle spese sanitarie

Uscire dal regime forfettario: quando conviene 

Valutare l’uscita dal regime forfettario è una decisione importante che richiede la considerazione di vari fattori legati sia alla crescita dell’attività sia alle implicazioni fiscali e gestionali. Ecco quali sono i segnali che indicano che potrebbe essere il momento di valutare l’uscita dal regime forfettario. 

Superamento dei limiti di fatturato 

Se prevedi di superare il limite di fatturato consentito per rimanere nel regime, organizzati per tempo e valuta attentamente l’entrata in altri regimi, come per esempio quello ordinario

Necessità di dedurre costi elevati 

Se la tua attività inizia a sostenere costi significativi, la possibilità di dedurre questi costi dal reddito imponibile in altri regimi fiscali potrebbe risultare più vantaggiosa rispetto alla tassazione forfettaria su una base imponibile fissa. 

Espansione dell’attività 

L’espansione delle operazioni, come l’aumento del numero di dipendenti oltre i limiti consentiti nel regime forfettario o l’ampliamento dell’attività in nuovi mercati (soprattutto all’estero), potrebbe richiedere una struttura fiscale più flessibile. 

Utilizzo intensivo di beni strumentali 

Se la tua attività diventa fortemente dipendente da investimenti in beni strumentali (oltre il limite di 20.000 euro annui previsto dal regime forfettario), potresti beneficiare di regimi fiscali che permettono ammortamenti e deduzioni

Variazione della struttura societaria

La volontà o la necessità di trasformare l’attività in una società di persone o di capitali o di partecipare a società esistenti può rendere obbligatoria l’uscita dal regime forfettario. 

Ricerca di finanziamenti 

L’accesso a finanziamenti esterni o la necessità di presentare bilanci certificati per ottenere prestiti può essere limitato dalla mancanza di una contabilità ordinaria, necessitando quindi di un regime fiscale differente.