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Regime forfettario per B&B: la tua guida dettagliata 

Dopo il Covid c’è stato un forte aumento dei flussi turistici nel nostro Paese. Secondo le stime dell’Istat, i turisti in Italia sono stati 458,4 milioni nel 2024, un vero e proprio record che ci posiziona al secondo posto in Europa dopo la Spagna e prima della Francia. L’incremento dei turisti ha trainato la richiesta di soluzioni di pernottamento alternative a quelle alberghiere, tra cui i bed and breakfast o B&B.  

Secondo l’Aigab, l’Associazione dei property managers in Italia, il settore degli affitti brevi ha generato un fatturato di 11 miliardi di euro nel 2023, con 640mila seconda case inserite nel circuito del vacation rental, di cui 200mila gestite da aziende. In questo scenario molti operatori del settore hanno scelto il regime forfettario per B&B, un sistema contabile che garantisce numerosi vantaggi ai gestori di un bed and breakfast. 

I requisiti per gestire un B&B con il regime forfettario 

Quando si avvia un’attività di B&B è possibile farlo in due modalità: come prestazione di tipo occasionale oppure come attività imprenditoriale vera e propria. In particolare, chi rientra nel primo caso non è obbligato ad aprire una partita IVA, ma deve rispettare alcune condizioni: 

  • l’attività deve essere svolta in modo saltuario e non continuativo;
  •  i compensi percepiti non devono rappresentare l’unica fonte di reddito; 
  • non si possono offrire servizi aggiuntivi oltre all’affitto delle camere o devono essere limitati; 
  • l’immobile deve essere destinato prevalentemente ad uso abitativo. 

Chi invece affitta delle camere in modo continuativo e professionale, offre servizi aggiuntivi oltre al pernottamento come escursioni, noleggio bici o ristorazione, oppure assume del personale deve necessariamente aprire la partita IVA. In questo caso, infatti, la gestione del B&B è un’attività imprenditoriale, dunque sottoposta a una serie di obblighi di legge in materia contabile e fiscale. 

L’apertura della partita IVA richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio e il pagamento dei contributi INPS, inoltre bisogna scegliere il regime fiscale al quale aderire. Quello ordinario consente di scaricare una parte dei costi, ma comporta una tassazione abbastanza elevata, mentre la soluzione più conveniente per chi gestisce un B&B è senza dubbio il regime forfettario

Per aderire al regime forfettario, però, e usufruire dei numerosi benefici che questo regime offre, è necessario possedere alcuni requisiti

  • percepire ricavi o compensi non oltre 85.000 euro nel corso dell’anno; 
  • sostenere spese non oltre 20.000 euro per collaboratori e dipendenti durante l’anno, comprese le prestazioni fornite dai familiari; 
  • percepire redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a 35.000 euro nell’anno di riferimento. 

I vantaggi del regime forfettario per chi gestisce un B&B 

Scegliere il regime forfettario per gestire un B&B garantisce una serie di vantaggi importanti per chi svolge questa attività: 

  • tassazione agevolata del 15%, con la possibilità in alcuni casi di ridurla al 5% per i primi 5 anni in caso di nuove attività startup
  • gestione contabile semplificata che riduce le incombenze per il titolare dell’attività;
  • calcolo delle tasse solo sul 40% del reddito totale, in quanto nel caso dei B&B si applica il coefficiente di redditività più basso tra quelli disponibili per i codici ATECO che possono essere scelti con il regime forfettario; 
  • esenzione IVA, con la possibilità di non addebitare l’IVA ai clienti e offrire prezzi più competitivi, oltre all’esonero dalla dichiarazione annuale e dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta; 
  • possibilità di emettere fattura semplificata senza un limite massimo di importo da 1° gennaio 2025 (prima il tetto massimo era di 400 euro). 

È evidente come gestire un B&B in regime forfettario sia molto conveniente se si possiedono i requisiti previsti dalla legge. Oltre a beneficiare di un importante risparmio sulle tasse da pagare al fisco, infatti, con il forfettario è possibile semplificare la burocrazia legata alla contabilità e alla fiscalità dell’attività imprenditoriale, quindi basta il supporto di un commercialista e un software per la fatturazione elettronica per gestire tutti gli adempimenti senza stress.  

La fatturazione elettronica nel regime forfettario per B&B 

La gestione di un bed and breakfast richiede alcuni processi burocratici obbligatori per legge. Quello principale è l’obbligo di fatturazione elettronica, infatti dal 2024 è stato esteso anche ai contribuenti che aderiscono al regime forfettario. Questo adempimento può essere assolto facilmente con un software per la fatturazione elettronica in cloud, una soluzione semplice e comoda per inviare e ricevere le fatture in formato elettronico con pochi click e conservare i documenti a norma per 10 anni senza preoccupazioni. 

Inoltre, con un software per la fatturazione elettronica si possono gestire preventivi, ordini e magazzini in maniera efficiente, monitorare l’andamento dell’attività per avere sempre il controllo della situazione e far accedere anche i collaboratori all’applicativo. A differenza dei software convenzionali, quelli in cloud non richiedono complesse installazioni o configurazioni, inoltre hanno un’interfaccia semplice e intuitiva che aiuta a risparmiare tempo da dedicare al proprio business. 

Come si calcolano le imposte di un B&B in regime forfettario 

Per comprendere meglio la convenienza del regime forfettario per B&B rispetto ad altri regimi fiscali, come quello ordinario o semplificato, vediamo come si calcolano le imposte in questa circostanza. Nello specifico, basta applicare la flat tax del 15% o del 5% a seconda dei casi, calcolando prima il reddito imponibile considerando un coefficiente di redditività del 40% per questo codice ATECO.  

Ad esempio, qualora il B&B abbia realizzato un fatturato di 50.000 euro durante l’anno di esercizio, avrà un reddito imponibile di 20.000 euro (50.000 x 40%), sul quale applicare la tassazione del 15% ottenendo un onere fiscale di 3.000 euro (20.000 x 15%). Qualora fosse possibile applicare la flat tax del 5%, il carico fiscale scenderebbe ulteriormente a 1.000 euro (20.000 x 5%).  

Chi può usufruire della tassazione del 5% in regime forfettario per i primi 5 anni di attività? Per ottenere la riduzione della flat tax al 5% è necessario possedere alcuni requisiti

  • nessuna attività professionale, artistica o d’impresa nei 3 anni precedenti
  • la nuova attività non deve rappresentare la prosecuzione di una precedente attività svolta in forma di lavoro dipendente o autonomo; 
  • non deve esserci il passaggio dal regime ordinario al forfettario

E per quanto riguarda il contributo INPS? Chi gestisce un B&B in regime forfettario deve versare i contributi previdenziali alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Tuttavia, a differenza degli altri contribuenti, non viene applicata una contribuzione fissa minima, ma la tassazione è calcolata intorno al 24% del reddito (nello specifico al 24,48% fino a un reddito di 55.008 euro e al 25,48% per la quota di reddito superiore). 

Domande Frequenti

Qual è il regime fiscale per un B&B?

Chi gestisce un B&B può aderire al regime forfettario e usufruire di una tassazione agevolata al 15% (è ridotta al 5% per le nuove attività che possiedono determinati requisiti), ma solo se il fatturato non supera 85.000 euro nel corso dell’anno.

Gli affittacamere sono iscritti alla Gestione Separata INPS?

Chi svolge attività di affittacamere deve iscriversi obbligatoriamente alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, non alla Gestione Separata, ma senza contributo fisso con una tassazione di circa il 24% in rapporto al reddito prodotto.

Qual è il coefficiente di redditività per un B&B nel regime forfettario?

A un B&B nel regime forfettario si applica un coefficiente di redditività del 40%. Ad esempio, su un fatturato annuo di 30.000 euro il reddito imponibile sul quale pagare le tasse sarà di 12.000 euro.

Qual è il codice ATECO per affittacamere forfettario?

Il codice ATECO per affittacamere in regime forfettario è 55.20.51 “Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residenze”.

Che tasse paga un B&B?

Un B&B in regime forfettario paga un’imposta del 15% (è ridotta al 5% per i primi 5 anni per le nuove attività che possiedono determinati requisiti) sul 40% dei ricavi e compensi prodotti durante l’anno.

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