- Come quantificare i costi di produzione
- Il metodo ABC per determinare i costi di produzione
- Come calcolare i costi di produzione con l’Activity Based Costing
- I vantaggi del metodo ABC per l’analisi dei costi di produzione delle PMI
- Come ottimizzare i costi di produzione e aumentare la redditività
- Domande Frequenti
Una corretta gestione dei costi di produzione può determinare il successo di una piccola e media impresa, ma bisogna sapere quali strategie sono realmente efficaci per ottimizzare le risorse e aumentare la redditività. In questa guida completa per le PMI vedremo come calcolare e monitorare questi costi, per rendere i prodotti più competitivi e migliorare la resilienza del business.
Naturalmente, per gestire in maniera efficace il costo di produzione è fondamentale dotarsi di un sistema di contabilità adatto alla propria attività, valutando con attenzione quali soluzioni software per PMI sono in grado di rappresentare un valore aggiunto per l’azienda. D’altronde, le tecnologie digitali possono fornire un valido supporto, non solo nella gestione dei costi aziendali, ma anche ai fini decisionali.


Come quantificare i costi di produzione
Il primo passo per essere consapevoli delle spese da sostenere per produrre qualcosa è quantificare i costi di produzione. Per farlo bisogna tenere in considerazione tutte le fasi di lavorazione e le operazioni legate a questi processi, sia indotte che conseguenti. In particolare, il modello adottato deve comprendere una serie di costi che possono essere riconducibili ad alcune aree specifiche:
- materie prime;
- stoccaggio e movimentazione
- processi di lavorazione;
- attività di vendita e distribuzione;
- costi di funzionamento.
Materie prime
Tra i costi delle materie prime bisogna includere sia i prodotti che gli accessori necessari per la produzione, ad esempio i tessuti per la realizzazione di indumenti e le targhette da applicare ad ogni capo. Per una maggiore accuratezza è opportuno riportare la quantità di ogni prodotto, il prezzo unitario e il costo complessivo. In questa area rientrano anche altri costi, come le spese di trasporto della materie prime.
Stoccaggio e movimentazione
Tra i costi di stoccaggio e movimentazione, invece, figurano una serie di spese come i costi di prelievo dei materiali, lo stoccaggio delle merci in magazzino e quello dei prodotti finiti, fino alla movimentazione in uscita dei beni. Questa area di costi deve comprendere anche le spese per il personale addetto a queste mansioni, ad esempio lo stipendio dei magazzinieri e degli operai che si occupano della movimentazione della merce.
Processi di lavorazione
A questo punto è possibile passare alla quantificazione dei costi legati ai processi di lavorazione, una voce di spesa più complessa da calcolare. Bisogna infatti valutare diverse voci, come il valore orario della forza elettro motrice di ciascuna macchina (FEM), le spese di armamento delle attrezzature (ad esempio la preparazione e il montaggio degli utensili utilizzati per il lavoro), i costi di manutenzione e pulizia delle macchine impiegate e quello del personale.
Vendita e distribuzione
La quarta macroarea è quella dei costi di vendita e distribuzione dei prodotti. Qui vanno calcolate le spese relative alla pubblicità ed eventuali campagne promozionali, il costo dei commerciali e dei rappresentanti, i costi amministrativi (ad esempio per la creazione di documenti di trasporto e fatturazione elettronica), le spese di trasporto dei prodotti ai clienti finali e le commissioni legate all’incasso dei pagamenti.
Costi di funzionamento
Infine, il calcolo dei costi di produzione deve tenere conto anche dei costi di funzionamento dell’azienda. In questa voce è necessario includere i costi fissi e variabili dell’impres,a che possono essere anche desunti dal conto economico: nel primo caso si tratta di spese come quelle sostenute per il personale dirigente e impiegatizio, l’affitto dei locali e l’energia (luce, gas e acqua); nel secondo invece dei costi per l’eventuale impiego di personale a chiamata o per il carburante del personale in trasferta.
Il metodo ABC per determinare i costi di produzione
Esistono vari modi per calcolare i costi di produzione. Ovviamente è possibile farlo manualmente, ad esempio creando un modello basato su Excel, ma non si tratta dell’opzione più efficiente, in quanto richiede molto tempo e risorse, oltre al rischio di errori e imprecisioni difficili da rilevare rapidamente. Una soluzione più accurata è rappresentata dal metodo ABC (Activity Based Costing), un sistema che consente di determinare il costo basato sull’attività.
Questo approccio innovativo permette di analizzare il costo pieno di produzione di un prodotto o di un servizio, considerando tutte le spese legate alle diverse attività necessarie per realizzare un bene aziendale. A differenza di altri metodi convenzionali, l’Activity Based Costing tiene conto di tutte le attività legate a processi che utilizzano risorse, come la progettazione, la gestione degli ordini, la lavorazione, la fatturazione e l’assistenza post-vendita.
L’ABC valuta anche la complessità dei prodotti, ad esempio il livello di innovazione, il numero di personalizzazioni disponibili da offrire ai clienti e la durata del ciclo di vita dei prodotti. Tale sistema consente di stabilire quanto ogni attività contribuisce al costo complessivo di ciascun prodotto o servizio in maniera molto specifica, superando una serie di limiti, ormai sempre più evidenti, dei metodi usati fino ad oggi per queste operazioni.
Come calcolare i costi di produzione con l’Activity Based Costing
Per quantificare i costi di produzione con il metodo ABC bisogna innanzitutto identificare le attività che rappresentano un oggetto di costo, ad esempio quelle legate all’emissione della richiesta del materiale per la produzione di un bene o al ricevimento delle merci in magazzino. Queste attività sono a loro volta suddivise in una serie di microattività, come i solleciti degli ordini di materiali o il controllo di conformità della merce arrivata in magazzino.
In seguito è necessario attribuire i costi delle risorse alle attività, tenendo conto del valore delle risorse utilizzate da ciascuna attività. Questo calcolo può avvenire attraverso misurazioni dirette, stime o allocazioni in percentuale. Dopodiché bisogna imputare i costi delle attività ai prodotti, identificando i parametri che consentono di stabilire i volumi di attività richiesti da ogni prodotto in base alla frequenza, all’intensità o alla durata di utilizzo di ciascuna attività.
Infine è possibile calcolare il coefficiente di ripartizione (Activity Costing Rate), un valore che si riferisce al costo unitario dell’attività. A questo punto è possibile moltiplicare il coefficiente di ripartizione per il consumo effettivo di attività, ottenendo il costo unitario di prodotto. Per implementare questo metodo è necessario creare un processo specifico per ciascuna azienda, tenendo in considerazione le dimensioni dell’impresa, il tipo di prodotti e servizi e la complessità delle attività necessarie per realizzarli.
I vantaggi del metodo ABC per l’analisi dei costi di produzione delle PMI
I metodi convenzionali per il calcolo dei costi di produzione sono sempre meno adatti al contesto attuale di mercato altamente competitivo e globale, in cui le aziende devono offrire prodotti e servizi sempre più differenziati e complessi da produrre. Una conseguenza di questo cambiamento è il progressivo aumento del peso dei costi indiretti nelle attività di supporto alla produzione, uno scenario in cui i sistemi tradizionali potrebbero creare errori e distorsioni anche considerevoli nel calcolo del costo unitario di prodotto.
Soluzioni innovative come l’Activity Based Costing offrono invece diversi vantaggi alle PMI che vogliono analizzare in maniera precisa i costi di produzione, tra cui:
- dati più precisi sui reali costi necessari alla produzione di prodotti e servizi, soprattutto in caso di produzioni molto diversificate o di beni e servizi particolarmente complessi;
- migliore determinazione dei prezzi dei prodotti finiti, grazie alla possibilità di avere dati più accurati sui costi effettivi di produzione;
- maggiore capacità di individuare opportunità di risparmio sui costi, utilizzando i risultati del metodo ABC per ridurre gli sprechi e le inefficienze, migliorare i processi di produzione più redditizi e interrompere quelli non sostenibili;
- allocazione più efficiente delle risorse, grazie alla possibilità di individuare anche i costi indiretti più difficili da individuare e tracciare, ottenendo indicazioni utili che aiutano a prendere decisioni migliori nei processi decisionali.
Come ottimizzare i costi di produzione e aumentare la redditività
Nel contesto di mercato odierno i costi indiretti, come le spese amministrative e commerciali, stanno diventando sempre più impattanti sui costi di produzione, ma sono anche più difficili da quantificare e monitorare. Per questo è di fondamentale importanza per le aziende adottare metodi più moderni ed efficienti per il calcolo dei costi di produzione, in grado di portare visibilità anche a quei costi più nascosti che, se non vengono tracciati in maniera accurata, possono rendere i propri prodotti e servizi meno competitivi.
In questo modo diventa anche più facile capire su quali attività conviene investire, ad esempio quali tecnologie e innovazioni possono aiutare a ottimizzare i costi produttivi e migliorare la marginalità su ciascun prodotto o servizio. Una maggiore consapevolezza dei costi effettivi di produzione permette inoltre di selezionare meglio le attività da automatizzare, concentrandosi non solo sui processi produttivi ma considerando anche le attività amministrative, commerciali e logistiche.
Per aumentare la redditività le PMI dovrebbero inoltre continuare a investire nella digitalizzazione dei processi, un approccio che offre importanti opportunità per risparmiare tempo e risorse, minimizzare gli errori che incrementano i costi e migliorare il livello generale di efficienza. Al contempo è indispensabile un monitoraggio continuo dei costi di produzione, per rilevare prontamente qualsiasi problema, anche all’interno delle microattività necessarie per produrre prodotti e servizi, bilanciando meglio i costi della complessità con i vantaggi legati a una gamma produttiva diversificata.
Domande Frequenti
Quali sono i costi della produzione?
I costi della produzione sono rappresentati da tutte le spese necessarie per realizzare prodotti e servizi, come l’acquisto delle materie prime, il personale addetto alle lavorazioni e l’attività di vendita.
Come si dividono i costi di produzione?
I costi di produzione si dividono principalmente in costi fissi, che non dipendono dal processo produttivo (pubblicità, affitti dei locali), e variabili che cambiano in base al volume di produzione (materie prime, utenze).
Come si classificano i costi di produzione?
I costi di produzione possono essere classificati in costi diretti, ossia attribuibili direttamente ai processi produttivi, e costi indiretti, che pur non essendo direttamente applicabili alle attività di produzione influiscono comunque sulle stesse.
Come funziona il metodo ABC?
Il metodo ABC consente di calcolare in modo più accurato gli effettivi costi di produzione, in particolare quantificando tutte le attività poco visibili come i costi indiretti che incidono nelle spese necessarie per produrre beni e servizi.




