Con l’approvazione del primo disegno di Legge annuale sulle PMI e le misure previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono state introdotte importanti misure a sostegno delle piccole e medie imprese italiane. Tra le numerose novità 2025 per le PMI ci sono una serie di misure che incentivano l’aggregazione, l’accesso al credito e l’innovazione del sistema produttivo, tra cui nuovi incentivi fiscali per le reti d’impresa.
Si tratta di novità finalizzate a favorire il rafforzamento delle imprese di piccole e medie dimensioni italiane, soprattutto quelle attive nel campo della moda, dell’agroalimentare, della meccanica e della produzione tessile che rappresentano i tre quarti del totale delle PMI produttive italiane. Ecco quali sono le principali novità legislative da conoscere per sapere quali sono le opportunità da sfruttare per la crescita aziendale.
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Le nuove regole per startup e PMI Innovative in vigore nel 2025
Dal 2025 sono in vigore le nuove regole per startup e PMI innovative, introdotte attraverso la Legge 193/2024 (Legge annuale sulla concorrenza) e la Legge 162/2024 (la cosiddetta Legge Startup). Innanzitutto è stata prevista una nuova definizione di Startup innovativa, che dal 2025 deve rispondere a precisi requisiti in linea con le normative europee:
- deve trattarsi di una PMI o microimpresa con fatturato annuale inferiore a 50 milioni di euro, oppure con un bilancio complessivo non superiore a 43 milioni di euro, in conformità con la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea;
- l’oggetto sociale prevalente o esclusivo della micro, piccola o media impresa deve essere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi con un elevato valore tecnologico;
- non possono rientrare più nella categoria “Startup innovativa” le imprese che operano in maniera principale come agenzie o che forniscono servizi di consulenza, di fatto con l’esclusione delle attività prevalenti di consulenza;
- per definirsi una Startup innovativa le imprese devono destinare almeno il 15% del fatturato o dei costi operativi annuali ad attività di ricerca e sviluppo, in particolare investendo questa quota in progetti altamente innovativi;
- mediante la presenza di software sviluppati dall’impresa, brevetti registrati o team di collaboratori altamente qualificati e specializzati le imprese devono dimostrare di avere una componente tecnologica rilevante all’interno dell’organizzazione.
Le imprese che possono definirsi una Startup innovativa possono usufruire di importanti agevolazioni. Si tratta ad esempio della permanenza fino a 7 anni nella sezione speciale del registro delle imprese, una condizione che, se vengono rispettati i requisiti necessari durante la fase di scale-up, permette di beneficiare di un accesso prioritario ai fondi di finanza agevolata e di ulteriori agevolazioni fiscali.
Le Startup innovative possono ottenere infatti le seguenti agevolazioni:
- detrazione Irpef del 40% sugli investimenti nel capitale sociale da parte di persone fisiche;
- quota di investimento che non concorre al reddito imponibile per i soggetti passivi di Ires;
- incremento al 65% della detrazione de minimis per le startup innovative che rientrano nei limiti previsti da questo sistema di aiuti erogati alle PMI, che non vengono sottoposti al vaglio dell’UE;
- credito d’imposta dell’8% per acceleratore e incubatori che investono in startup innovative, fino a un massimo di 500.000 euro annui.
Obbligo assicurativo delle PMI contro le catastrofi naturali
Come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024, entro il 31 marzo 2025 tutte le piccole e medie imprese italiane e quelle estere con una stabile organizzazione sul territorio nazionale dovranno tutelarsi dagli eventi catastrofali. Nel dettaglio, è previsto l’obbligo di stipulare un’assicurazione contro le catastrofi naturali, per tutelarsi economicamente in caso di danni all’attività causati da alluvioni, terremoti, inondazioni, esondazioni e frane.
Da questo obbligo sono escluse solo le imprese agricole, in quanto sono già previsti degli strumenti per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici. Il contratto assicurativo stipulato dalle imprese deve possedere alcuni requisiti, tra cui avere uno scoperto o franchigia non oltre il 15% del danno e prevedere l’applicazione di un sistema di premi assicurativi proporzionali al tipo di rischio assicurato.
Supporto alle PMI che si occupano di turismo, allevamento e agricoltura
Per il 2025 è previsto uno stanziamento di 110 milioni di euro per sostenere le imprese del settore turistico, dei quali 60 milioni di euro saranno a fondo perduto. L’obiettivo di questa misura è favorire gli investimenti nel turismo sostenibile, nelle filiere turistiche, nella digitalizzazione, nella destagionalizzazione dei flussi turistici e negli investimenti ESG che hanno specifici requisiti di valore ambientale, sociale e di governance.
La Legge di Bilancio 2025 prevede inoltre misure di sostegno all’agricoltura e all’allevamento, come un’aliquota ridotta per alcune attività. Sono state introdotte anche diverse modifiche per l’acquisto agevolato di nuove macchine agricole, ad esempio rendendo più accessibile il Credito 5.0 con una maggiore compatibilità di questo incentivo con altre agevolazioni, aumentando la convenienza della rottamazione dei vecchi trattori e modificando in modo considerevole il Piano Transizione 4.0 che ormai volge al termine.
Il contributo maggiorato della Nuova Sabatini
Dal 1° ottobre 2024 è entrata in vigore un’altra importante misura che riguarda le imprese italiane. Nello specifico, le PMI e le microimprese possono usufruire di un contributo maggiorato tramite la Nuova Sabatini, un’agevolazione per i beni strumentali, messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che facilita l’accesso al credito per gli investimenti e aumenta la competitività da parte delle micro, piccole e medie imprese.
In particolar modo, le PMI possono richiedere il contributo maggiorato per gli investimenti in beni strumentali, macchinari, impianti, software, hardware, attrezzature ad uso produttivo e tecnologie digitali. L’agevolazione viene concessa secondo un contributo in conto interessi, quindi viene calcolata in base agli interessi di un finanziamento di 5 anni a un tasso del 5% per le micro e piccole imprese, oppure del 3,575% per le medie imprese e gli investimenti green, ordinari o 4.0.
Proroga al 2027 del credito d’imposta per le quotazioni di PMI
Le PMI che vogliono quotarsi in borsa, un processo che permette di accedere ai fondi messi a disposizione dai mercati per accelerare la crescita aziendale, possono usufruire di un credito d’imposta per le spese di consulenza relative all’operazione di quotazione. Nel dettaglio, è possibile richiedere un credito d’imposta del 50% fino a un massimo di 500.000 euro, una misura già in vigore da alcuni anni e oggetto di diverse proroghe.
La Legge di Bilancio 2025 ha previsto un’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2027 per il credito d’imposta per le quotazioni delle PMI. Sono stati stabiliti anche i nuovi limiti finanziari della copertura, con 6 milioni di euro di fondi stanziati per il 2025 e 3 milioni di euro per il 2026 e il 2027. I soggetti beneficiari di questa misura sono tutte le PMI definite secondo i requisiti della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea.
Secondo la direttiva UE, infatti, è possibile distinguere le seguenti tipologie di micro, piccole e medie imprese quando le aziende soddisfano almeno 2 requisiti tra quelli indicati:
- microimprese con un patrimonio totale non oltre 450.000 euro, fino a 10 dipendenti e ricavi netti pari o inferiori a 900.000 euro;
- piccole imprese con un patrimonio complessivo fino a 5 milioni di euro, un numero medio di dipendenti di massimo 50 persone e ricavi netti da vendite di beni o prestazioni di servizi non oltre 10 milioni di euro;
- medie imprese con un patrimonio totale di massimo 25 milioni di euro, non oltre 250 dipendenti occupati in media e ricavi netti pari o inferiori a 50 milioni di euro.
Le novità 2025 sul credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno
Tra le novità 2025 per le PMI introdotte con l’ultima Legge di Bilancio ci sono anche nuove regole sul credito d’imposta per le aziende del Mezzogiorno, ossia il Credito ZES Unica Mezzogiorno. Si tratta di un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali relativi a strutture produttive presenti nella Zona economica speciale del Mezzogiorno, un’area che include le zone assistite di Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo.
Sono agevolabili gli investimenti con valore di almeno 200.000 euro, sui quali è possibile richiedere un credito d’imposta nel limite massimo di 100 milioni di euro per ogni progetto d’investimento. La Legge di Bilancio ha esteso questa agevolazione a tutto il 2025, quindi sarà possibile usufruire del credito d’imposta anche per l’anno in corso. Inoltre, microimprese e PMI di queste regioni possono beneficiare dell’esonero dai contributi previdenziali per i lavoratori a tempo indeterminato fino al 2029, ad eccezione dei contributi Inail.
Obbligo di tracciabilità dei pagamenti per la deducibilità delle spese di trasferta e rappresentanza
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’altra novità riguardo l’obbligo di tracciabilitàdei pagamenti per richiedere la deducibilità delle spese di trasferta e rappresentanza. Le nuove disposizioni interessano in particolare i costi sostenuti per intrattenere partner commerciali e clienti come pranzi e cene di lavoro, le spese per il carburante per i veicoli aziendali, i costi di vitto e alloggio affrontati durante i viaggi di lavoro e le spese per la mobilità.
Per la deducibilità di queste spese dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo è necessario utilizzare mezzi di pagamento tracciabili, come bonifici bancari o postali, carte di pagamento, versamenti bonifici o postali e assegni bancari. Questo permette all’Agenzia delle Entrate di effettuare verifiche accurate, per controllare la conformità e l’autenticità delle spese dichiarate per le quali si richiedono le deduzioni di legge e individuare eventuali illeciti o incongruenze.
Altre novità per le PMI nel 2025
Tra le nuove misure a sostegno delle piccole e medie imprese italiane c’è anche uno stanziamento di 100 milioni di euro per il comparto moda. Questi fondi consentono alle aziende della filiera di aumentare la propria capacità di investire in innovazione e affrontare le sfide del mercato globale. Le risorse sono relative ai Mini Contratti di Sviluppo, per sostenere gli investimenti con importo compreso fra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro.
Sono stati introdotti anche nuovi incentivi fiscali per le imprese che aderiscono a una rete soggetto, con un’agevolazione dal 2027 al 2029 finanziata con 45 milioni di euro che permette di sospendere l’imposta sugli utili destinati agli investimenti previsti dal programma comune di rete. È stato anche avviato un processo di riordino della disciplina Confidi, per agevolare l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese mediante la revisione dei requisiti per l’iscrizione all’Albo, la promozione delle operazioni di aggregazione e l’ampliamento delle attività consentite.
Come sfruttare appieno le novità legislative per le PMI
Le novità legislative per le PMI e le microimprese mettono a disposizione importanti opportunità per la crescita e il rafforzamento del business. Tuttavia, per sfruttare appieno queste possibilità per lo sviluppo dell’attività è fondamentale gestire in modo efficiente i processi aziendali, dotandosi di strumenti tecnologici avanzati, sicuri e intuitivi per semplificare e velocizzare le operazioni e ridurre i costi di gestione.
La soluzione ideale è rappresentata dai software gestionali in cloud per PMI, tecnologie che aiutano le micro, piccole e medie imprese a ottimizzare la gestione dell’attività. I software gestionali, infatti, consentono di risparmiare tempo e risorse per concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto per la crescita dell’azienda. Inoltre, queste tecnologie permettono di migliorare l’efficienza del business e semplificare la gestione delle spese e la fatturazione, contribuendo a garantire una maggiore conformità alle normative di legge per evitare sanzioni e usufruire di tutte le agevolazioni disponibili.




