• Home
  • Guide
  • Stop al CPB forfettario: le nuove regole per il 2025 
Image

Stop al CPB forfettario: le nuove regole per il 2025 

Il concordato preventivo biennale (CPB) è uno strumento finalizzato a favorire l’adempimento volontario degli obblighi dichiarativi ai fini fiscali. Fino al 2024 era accessibile anche ai contribuenti in regime forfettario, tuttavia il Ministero dell’Economia e delle Finanza ha introdotto lo stop al CPB forfettario per il 2025

In pratica, da quest’anno chi aderisce al regime forfettario non potrà usufruire del concordato preventivo biennale, in quanto il patto con il fisco sarà riservato ai contribuenti ISA, ossia a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla fine del CPB per i forfettari nel 2025. 

Che cos’è il concordato preventivo biennale 

Il CPB è uno strumento introdotto dal D.Lgs. 13/2024, con il quale i contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni possono definire l’ammontare delle tasse da pagare attraverso un concordato preventivo. In sostanza, chi lo desidera può stabilire un certo livello di tassazione predeterminato tutelandosi da controlli fiscali futuri, una misura che una validità di 2 anni.  

Il concordato preventivo biennale presenta alcuni vantaggi ma anche delle criticità per i titolari di partita IVA. Affinché risulti veramente conveniente per i contribuenti, infatti, bisogna avere la certezza che il reddito generato negli anni successivi a quello di adesione sia superiore a quello fissato dal concordato, altrimenti il CPB potrebbe risultare svantaggioso per i professionisti e gli imprenditori

Nel dettaglio, se il livello di tassazione fissato dal concordato preventivo biennale dovesse risultare più alto rispetto a quello dell’anno successivo al CPB, di fatto il contribuente potrebbe pagare più tasse di quanto avrebbe dovuto. Si tratta quindi di uno strumento che conviene a chi genera redditi stabili e prevedibili, soprattutto se desidera usufruire di una maggiore certezza fiscale.  

Dall’altra parte, con il concordato preventivo biennale lo Stato accetta di rinunciare a un potenziale maggiore gettito fiscale a fronte di un’entrata sicura, offrendo in cambio la mancanza di azioni e controlli sul contribuente per il periodo del CPB (ovvero 2 anni). In generale, il concordato non conviene per chi ha un fatturato molto volatile, oppure prevede una riduzione dei ricavi nei prossimi 2 anni o una forte diminuzione dei costi. 

Contribuenti in regime forfettario esclusi dal CPB dal 2025 

La revisione del concordato preventivo biennale ha introdotto una novità importante per chi aderisce al regime forfettario. In particolare, dal 2025 i forfettari non possono usare il CPB per calcolare in modo predeterminato il livello di tassazione nei 2 anni successivi, poiché sono stati esclusi dalla platea di contribuenti che possono usufruire di questo strumento. 

In pratica, la sperimentazione avviata nel 2024 che ha permesso anche ai forfettari di applicare il concordato insieme ai soggetti ISA non è stata confermata per il 2025, di fatto cessando questa opportunità per i titolari di partita IVA a cui si applica la flat tax. Un’altra novità riguarda la proroga della scadenza del concordato al 30 settembre, per concedere più tempo ai contribuenti e ai commercialisti di valutare la convenienza del CPB. 

Altre novità riguardano le cause di cessazione del CPB, ossia in casi in cui può venire meno il concordato. Tra quelle inserite nel decreto legislativo del MEF ci sono una clausola antiabuso qualora l’uscita di uno dei soci comporti la perdita dei requisiti per accedere al concordato da parte dell’azienda, e l’esclusione del singolo socio o associato dal CPB se in seguito alla sua cessazione l’azienda non può determinare il reddito in base al concordato per i periodi d’imposta interessati dal CPB. 

La convenienza del regime forfettario anche senza CPB 

Nel 2024 la sperimentazione del CPB per i forfettari ha ottenuto una scarsa adesione, infatti si parla di poco più di 100mila contribuenti a cui si applica la flat tax che hanno scelto il concordato preventivo biennale. Si tratta di un dato marginale, considerando che secondo le stime del Sole 24 Ore la platea di partite IVA forfettarie interessate al CPB era di circa 2,2 milioni.  

D’altronde, la tassazione agevolata al 15% per ricavi e compensi fino a 85.000 euro l’anno rappresenta già un vantaggio considerevole, soprattutto tenendo conto che può essere ridotta al 5% per le nuove attività che rispettano determinati requisiti. Rimane quindi poso attrattivo il concordato preventivo biennale, specialmente perché richiede dei calcoli difficili sul possibile reddito che si potrà ottenere nell’anno successivo a quello di adesione. 

Non a caso, anche con l’esclusione dal CPB il regime forfettario mantiene il suo appeal tra chi svolge attività d’impresa, arti e professioni. D’altronde, basta affidarsi a un commercialista per calcolare gli oneri fiscali e previdenziali da corrispondere e dotarsi di un software per la fatturazione elettronica per svolgere la propria attività in modo conforme, usufruendo di una considerevole semplificazione contabile e un’imposizione fiscale particolarmente contenuta rispetto agli altri regimi fiscali.  

Domande Frequenti

C’è una proroga per il CPB per i forfettari?

La proroga prevista per il CPB per i contribuenti ISA, fissata al 30 settembre 2025, non si applica ai forfettari, in quanto chi aderisce a questo regime fiscale è stato escluso dal concordato preventivo biennale nel 2025.

Come funziona il CPB?

Il CPB è un istituto che consente di predeterminare il livello di tassazione per un periodo di 2 anni, usufruendo di una maggiore certezza fiscale e di una riduzione dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Qual è il reddito proposto ai fini del CPB per i forfettari?

Il reddito minimo per aderire al concordato preventivo biennale per i forfettari era di 2.000 euro, un ammontare che secondo l’Agenzia delle Entrate andava considerato al lordo dei contributi previdenziali obbligatori.

Come funziona il concordato preventivo per forfettari?

Nel 2024 è stata avviata la sperimentazione del concordato preventivo per i forfettari con la possibilità di determinare un importo fisso di imposta, ma nel 2025 la sperimentazione è stata interrotta escludendo i forfettari dal CPB.

Chi è escluso dal regime del CPB?

Sono esclusi dal regime del CPB le partita IVA in regime forfettario e i contribuenti che esercitano attività di lavoro autonomo o di impresa per la quale non applicano gli ISA, ossia gli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale.

Vuoi parlare con un nostro consulente per scoprire la soluzione più adatta alle tue esigenze?
Contattaci e saremo lieti di rispondere a ogni tua domanda.

Contattaci