Oggi le imprese sono chiamate ad affrontare importanti processi di sostenibilità e digitalizzazione, per rendere le organizzazioni più efficienti, resilienti e competitive riducendo al contempo il loro impatto ambientale. Per aiutare le aziende a sostenere queste sfide è stato creato Il Piano Transizione 5.0, un programma di credito d’imposta finalizzato a supportare le imprese nella trasformazione digitale ed energetica.
Con la Legge di Bilancio 2025 sono state introdotte alcune misure di semplificazione per il Piano Transizione 5.0, al fine di agevolare questi processi e accelerare gli investimenti nella transizione digitale e green. Ecco quali sono le novità a cui bisogna prestare attenzione, soprattutto da parte delle imprese che vogliono innovare sfruttando le opportunità disponibili con questo importante strumento.
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Che cos’è il Piano di Transizione 5.0 per le imprese
Nato come una misura complementare al Piano di Transizione 4.0, il Piano di Transizione 5.0 fa parte della strategia dell’Unione Europea e dell’Italia finalizzata alla promozione della digitalizzazione e della transizione energetica delle imprese. A differenza del piano precedente, il 5.0 è incentrato sulla sostenibilità e l’innovazione, mettendo a disposizione delle aziende crediti d’imposta fino al 45% per gli investimenti che consentono di ridurre i consumi energetici.
È possibile usufruire di un credito d’imposta maggiorato del 63% per il fotovoltaico, inoltre questo tipo di agevolazione è cumulabile con altri incentivi. Il Piano di Transizione 5.0 prevede anche nelle nuove categorie di beni e servizi che possono ottenere gli incentivi, tra cui l’adozione di software avanzati che permettono di monitorare i consumi energetici in maniera più accurata e tecnologie di intelligenza artificiale che contribuiscono a migliorare l’efficienza energetica.
Transizione 5.0 dispone di 6,3 miliardi di euro di fondi totali, per finanziare tramite credito d’imposta investimenti che assicurano una riduzione dei consumi di almeno il 3%, oppure in alternativa una diminuzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento di almeno il 5%. Gli interventi che possono beneficiare del credito d’imposta devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, inoltre gli incentivi sono riservati alle imprese ubicate nel territorio italiano.
Come funziona il Piano di Transizione 5.0
Attraverso il Piano di Transizione 5.0 le imprese possono ricevere un credito d’imposta fino al 45% con un massimale di spesa di 50 milioni di euro, ma la percentuale dell’incentivo varia in base al risparmio energetico ottenuto e al tipo di vestimento effettuato. L’aliquota è superiore per gli investimenti fino a 10 milioni di euro che assicurano una riduzione dei consumi di energia complessiva oltre il 10% o di processo oltre il 15%, mentre scende a un minimo del 5% per gli investimenti tra 10 e 50 milioni di euro che assicurano una riduzione dei consumi energetici complessiva del 3-6% e di processo del 5-10%.
Tra i beni agevolabili con il Piano di Transizione 5.0 ci sono:
- macchinari e impianti tecnologici avanzati come robot, magazzini automatizzati e dispositivi di realtà aumentata e virtuale;
- software e sistemi per la digitalizzazione e l’efficienza energetica come soluzioni IoT per l’integrazione in azienda di sensori e dispositivi industriali, applicazioni di manutenzione predittiva e sistemi MES e SCADA;
- impianti per la produzione di energia solare fotovoltaica, compresi i sistemi per lo stoccaggio dell’energia autoprodotta che rendono il processo più efficiente e sostenibile;
- formazione del personale per la transizione digitale ed energetica, con un limite di spesa massimo di 300.000 euro fino al 10% degli investimenti complessivi agevolati.
Queste misure consentono alle imprese di beneficiare di importanti incentivi per gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità, per ridurre l’impatto ambientale e rendere le organizzazioni più efficienti. Questo è possibile grazie all’innovazione di prodotto e di processo, basta pensare all’enorme impatto che hanno le applicazioni in cloud come CRM, ERP, Cloud Storage e i software per la cybersecurity e la fatturazione elettronica sull’efficienza e la produttività aziendale.
La documentazione per ottenere gli incentivi può essere presentata fino al 28 febbraio 2026, ma le agevolazioni sono concesse solo per gli investimenti effettuati nel 2024 e nel 2025. Il credito d’imposta del Piano di Transizione 5.0 si può utilizzare esclusivamente come compensazione attraverso il Modello F24, presentandolo non oltre il 31 dicembre 2025.
Per accedere a questo beneficio bisogna fornire alcuni documenti, tra cui:
- una certificazione ex ante ed ex post che attesti i risparmi energetici;
- una perizia asseverata che certifichi il possesso dei requisiti da parte dei beni agevolati;
- una certificazione contabile per attestare le spese sostenute.
Per ottenere il credito d’imposta è necessario presentare una comunicazione preventiva al GSE (Gestore Servizi Energetici), prenotare il credito d’imposta dopo aver effettuato il controllo dei dati e procedere all’invio delle fatture, fornendo anche una prova che attesti il pagamento di almeno il 20% del totale degli investimenti incentivati. Infine bisogna inviare una comunicazione conclusiva al termine del progetto, indispensabile per ricevere l’importo finale del credito d’imposta. Questo non può essere ceduto e non concorre alla determinazione del reddito.
Piano di Transizione 5.0: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2025
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune novità sul Piano di Transizione 5.0, innanzitutto in termini di semplificazione delle procedure eliminando alcune delle complessità precedenti. Ad esempio, gli investimenti effettuati per sostituire macchinari obsoleti possono usufruire della presunzione di conformità ai requisiti di efficienza energetica richiesti dalla normativa di riferimento, riducendo il numero di documenti da produrre da parte dell’impresa per ottenere il credito d’imposta velocizzando l’intero processo.
Inoltre, è stata introdotta un’aliquota agevolata unica per gli investimenti fino a 10 milioni di euro, con un aumento della maggiorazione prevista per gli investimenti negli impianti fotovoltaici che sale al 67,5%. Un’altra novità è una maggiore integrazione con altri incentivi, come le misure destinate alle ZES (Zone Economiche Speciali). La Legge di Bilancio ha anche aggiunto una proroga a giugno 2026 per terminare i progetti, ma questa misura è ancora in attesa di una copertura finanziaria.
Domande Frequenti
Cos’è il Piano di Transizione?
Il Piano di Transizione 5.0 è una misura che sostiene gli investimenti nell’efficienza energetica e nella sostenibilità, attraverso un credito d’imposta fino al 45% proporzionale all’investimento e al risparmio energetico ottenuto.
Cosa rientra nel Piano di Transizione 5.0?
Nel Piano di Transizione 5.0 rientrano gli investimenti in macchinari e impianti tecnologici avanzati, software e sistemi per la transizione digitale ed energetica, percorsi di formazione e impianti per l’autoproduzione di energia fotovoltaica.
Quando è possibile accedere al Piano di Transizione 5.0?
Per accedere al Piano di Transizione 5.0 bisogna realizzare gli investimenti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, con una proroga per concludere i progetti fino a giugno 2026 introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.




