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Vendere online: le implicazioni pratiche da considerare

Il settore e-commerce è cresciuto in modo considerevole negli ultimi anni, arrivando a ricoprire un ruolo cruciale nell’economia italiana. Secondo un report di Netcomm e Althesys, il commercio elettronico genera un impatto di 133,6 miliardi di euro sull’economia nazionale, pari a circa il 7% del PIL italiano, oltre ad aver contribuito a creare 1,6 milioni di posti di lavoro.

In base ai dati dell’Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano, gli acquisti online in Italia hanno superato di 58,8 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 6% rispetto al 2023, mentre nel 2019 valevano appena 31,4 miliardi di euro. Tra i settori più dinamici ci sono l’arredamento online, il beauty&pharma e il food&grocery, ma nell’ultimo anno sono cresciuti anche l’informatica e l’elettronica di consumo, l’abbigliamento online, il comparto auto e ricambi, le assicurazioni online e il settore turismo e trasporti.

Questo contesto offre numerose e importanti opportunità, non solo alle grandi aziende ma anche alle piccole e medie imprese, con tante attività che possono implementare nella propria strategia di business anche l’apertura di uno store online. Tuttavia, ci sono delle implicazioni pratiche da considerare per vendere online, valutando con attenzione una serie di adempimenti fiscali, legali e amministrativi necessari per fare e-commerce in modo conforme alle normative di legge.

Gli adempimenti burocratici per aprire un e-commerce e vendere online

Prima di avviare un negozio online è necessario adempiere a una serie di adempimenti burocratici obbligatori. Prima di tutto bisogna scegliere la forma societaria attraverso la quale vendere online, ad esempio optando per una ditta individuale, una società di capitali o una società di persone. In secondo luogo è necessario aprire una partita IVA, ad eccezione di chi già possiede una posizione fiscale per la vendita fisica, decidendo se aderire al regime forfettario o a quello ordinario.

L’apertura della partita IVA richiede anche l’individuazione del codice ATECO giusto per l’attività di e-commerce, in genere il 47.91.1, ad esclusione di alcune attività di commercio al dettaglio via internet come la vendita di autoveicoli e loro parti e accessori. Successivamente bisogna procedere con l’iscrizione alla Camera di Commercio di competenza in base a dove si trova la sede dell’azienda.

A questo punto è necessario presentare la SCIA al proprio comune di riferimento, ossia la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, dopodiché bisognerà adempiere a tutti gli obblighi previdenziali come i versamenti dei contributi all’INPS. Ovviamente è possibile conferire l’incarico a un commercialista e lasciare che si occupi di tutta la procedura, per risparmiare tempo ed evitare errori con la certezza di rispettare tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Per chi possiede già un negozio fisico, invece, il procedimento è più semplice e veloce. In questo caso basta controllare di essere compatibili con la vendita online verificando l’oggetto della società, aggiungere il codice ATECO per il commercio elettronico alla partita IVA e comunicare una serie di informazioni all’Agenzia delle Entrate, come il dominio del sito e il provider. Bisogna anche presentare la SCIA per comunicare l’inizio dell’attività di vendita online.

Gli adempimenti fiscali per vendere online

Per vendere online è necessario rispettare una serie di adempimenti fiscali per essere perfettamente a norma. In particolare, poiché il commercio elettronico è equiparato alla vendita per corrispondenza quando l’intero processo di vendita avviene online e la consegna dei prodotti tramite consegna, in caso di e-commerce B2B che prevede la vendita esclusivamente tra aziende la legge stabilisce l’emissione obbligatoria della fattura elettronica.

In caso di e-commerce B2C, invece, ossia quando un’azienda vende i suoi prodotti online ai privati, non è obbligatorio emettere ricevute fiscali o fatture elettroniche, né trasmettere i corrispettivi telematici. Tuttavia, qualora il cliente lo richieda deve ricevere la fattura elettronica. In entrambi i casi, però, bisogna ottemperare ad alcuni obblighi di legge, tra cui l’annotazione delle vendite nel registro dei corrispettivi e il versamento dell’IVA, quest’ultimo ad eccezione delle aziende non residenti in un paese dell’Unione Europea.

Per gestire in modo corretto ed efficiente gli adempimenti fiscali esistono delle soluzioni software dedicate per PMI e professionisti, tecnologie che semplificano una serie di attività come la fatturazione elettronica, la conservazione digitale a norma dei documenti, la gestione contabile e la firma elettronica. Nel dettaglio, oggi l’opzione più apprezzata sono i software in cloud, in quanto offrono importanti vantaggi in termini di facilità di utilizzo, scalabilità, sicurezza, flessibilità e competitività dei costi.

Gli adempimenti legali per aprire un e-commerce

Tra i numerosi adempimenti che bisogna osservare per vendere online in modo conforme alla legge ci sono anche una serie di adempimenti legali. Innanzitutto è necessario essere a norma con la normativa e-commerce, un insieme di disposizioni che regola diversi aspetti legati alla vendita online, tra cui:

  • la gestione fiscale dell’e-commerce (la legge distingue tra e-commerce diretto quando la vendita e la consegna dei beni avvengono in modalità esclusivamente digitale e indiretto se la consegna dei prodotti viene effettuata in modo tradizionale);
  • gli obblighi sull’identità del venditore (bisogna fornire una serie di informazioni come il nome e la denominazione sociale, il domicilio o la sede legale, un indirizzo email e un numero di telefono, il numero di iscrizione al registro delle imprese, eccetera);
  • bisogna fornire agli acquirenti alcune informazioni obbligatorie sui termini e le condizioni generali di vendita, come il processo da seguire per la conclusione del contratto e i link agli strumenti per la gestione delle controversie;
  • sono previsti anche obblighi sulle attività di pubblicità, newsletter e comunicazioni commerciali, come l’indicazione del mittente delle comunicazioni a scopo commerciale e la presenza di un link per disiscriversi dalle newsletter;
  • anche le schede prodotto devono contenere alcune informazioni obbligatorie, tra cui il prezzo del prodotto, le condizioni di vendita, la dicitura IVA inclusa e la disponibilità dell’articolo;
  • un altro obbligo riguarda la mail di conferma dell’ordine, un messaggio di posta elettronica che il venditore deve inviare all’acquirente dopo il pagamento con il riepilogo delle condizioni di vendita, le modalità per esercitare il diritto di recesso e le informazioni riassuntive sull’ordine effettuato.

Oltre a questi obblighi l’e-commerce deve essere a norma con il GDPR, il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea, rispettando tutte le disposizioni della normativa sulla privacy per il corretto trattamento dei dati degli utenti. Inoltre, bisogna assolvere agli adempimenti sul diritto d’autore e i diritti della proprietà industriale, ad esempio in termini di copyright sulle immagini e registrazione del marchio, oltre ad essere conformi alla normativa europea EPR per la responsabilità estesa del produttore in merito allo smaltimento di rifiuti e imballaggi.

Altre considerazioni da fare prima di vendere online

Oggi la vendita online è un settore in forte crescita ricco di opportunità, soprattutto per le piccole e medie imprese che vogliono aumentare il numero di clienti e il fatturato o espandersi in nuovi mercati a fronte di investimenti più contenuti rispetto all’apertura di store fisici. Tuttavia, come abbiamo visto, bisogna sostenere diversi adempimenti burocratici, per questo è opportuno affrontare questa sfida con il giusto supporto affidandosi a dei professionisti esperti e competenti.

L’assistenza di un professionista aiuta ad evitare errori che possono portare a sanzioni e multe, anche piuttosto ingenti, inconvenienti che possono rappresentare un ostacolo al progetto o causare persino la chiusura anticipata dell’attività. Inoltre, è importante aprire un e-commerce e iniziare a vendere online con una struttura aziendale adeguata, sia in merito alle competenze interne necessarie per gestire uno store online che nell’implementazione dei software gestionali giusti per semplificare i processi e ottimizzare l’efficienza del business.

Dopodiché è possibile concentrarsi su una serie di aspetti operativi, come la definizione di un piano di marketing efficace, le strategie ottimali per l’acquisizione di clienti in target, la promozione del brand e dei prodotti e la gestione del magazzino. Naturalmente bisogna anche avere delle risorse adeguate in base al settore e alla concorrenza da affrontare, infatti se in passato era possibile avviare un e-commerce con una spesa contenuta oggi sono necessari investimenti adeguati per creare uno shop online performante, benché pur sempre inferiori rispetto a quelli necessari per aprire un negozio fisico.

Domande Frequenti

Cosa occorre per vendere online?

Per vendere online è obbligatoria l’apertura della partita IVA, l’iscrizione alla Camera di Commercio di competenza territoriale e la comunicazione all’Agenzia delle Entrate di alcune informazioni come il nome i dominio del sito web, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e i dati del provider internet.

Quali sono i principi fondamentali della vendita online?

I principi fondamentali della vendita online secondo il Codice di Consumo sono la libertà, la non discriminazione degli strumenti telematici, il paese di origine e la tutela del consumatore.

Che permessi servono per vendere online?

Per vendere online non servono permessi particolari, ad eccezione di alcune categorie di prodotti soggetti ad autorizzazioni specifiche come la vendita di farmaci, alcolici e generi alimentari.

Come documentare le vendite online?

Le vendite online B2C non sono sottoposte all’obbligo di emissione della fattura elettronica o della ricevuta fiscale, quindi è possibile annotare le operazioni usando Excel, oppure attraverso un software specifico per la gestione della contabilità.

Come vendere online in modo legale?

Per vendere online in modo legale è necessario rispettare una serie di adempimenti, come il rispetto delle norme previste dal GDPR e dal Codice di Consumo.

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