- Cos’è la Partita IVA e chi deve aprirla
- Prima di aprire la Partita IVA
- Iscrizioni previdenziali e altri adempimenti
- Procedure e documenti per aprire la Partita IVA
- Dove e come presentare l’istanza
- Tempistiche
- Costi di apertura e spese iniziali
- Tabella comparativa dei costi tipici
- Dopo l’apertura: cosa tenere a mente
- Una checklist per aprire la Partita IVA
- Domande Frequenti
Aprire una Partita IVA in Italia rappresenta il primo fondamentale passo per chi intende avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. Anche se la procedura è oggi più semplice rispetto al passato, richiede decisioni strategiche (forma giuridica, regime fiscale, contributivi, codici ATECO) che vanno prese con cura per evitare errori, ritardi o costi inattesi. In questa guida ti accompagniamo passo dopo passo: dalla scelta iniziale del regime all’avvio ufficiale dell’attività.
Cos’è la Partita IVA e chi deve aprirla
La Partita IVA è un numero di identificazione fiscale composto da 11 cifre, assegnato dall’Agenzia delle Entrate che identifica un soggetto (persona fisica o giuridica) che esercita un’attività economica rilevante ai fini dell’IVA. Aprire la partita IVA è obbligatorio quando si svolge un’attività economica in modo abituale, autonoma e continuativo.
Non serve, invece, per prestazioni occasionali, fino ad un certo limite di compensi, se l’attività non assume carattere di continuità.
Chi può aprirla:
- Professionisti e liberi professionisti (es. consulenti, grafici).
- Artigiani e commercianti.
- Nuove imprese individuali o società che intendono operare in modo autonomo.
Quando può non servire:
- Attività svolte occasionalmente e senza superare soglie di compenso (ad esempio 5.000 € annui).
Prima di aprire la Partita IVA
Prima di inviare la richiesta di apertura della Partita IVA è fondamentale affrontare alcune scelte strategiche, che influenzano sia la posizione fiscale che contributiva.
Scegliere la forma giuridica
La forma giuridica (ditta individuale, società di persone, società di capitali) va scelta in base alla dimensione dell’attività, ai rischi, agli investimenti e agli obblighi contabili.
Per la gran parte dei liberi professionisti o piccoli imprenditori la ditta individuale è la soluzione più semplice. Le società sono più complesse e richiedono obblighi maggiori.
Scegliere il regime fiscale e contabile
Una delle decisioni più rilevanti riguarda il regime fiscale cui aderire:
- Regime forfettario: ideale per chi ha ricavi/compensi fino a 85.000 € annui. Prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva (15 % oppure 5 % per i primi 5 anni se si rispettano determinate condizioni), non prevede IVA e la contabilità è semplificata.
- Regime ordinario o semplificato: adatto se i costi sono elevati o si prevede superamento delle soglie forfettarie; richiede IVA, contabilità più complessa, deduzione analitica dei costi.
Scegliere il codice ATECO
Il codice ATECO classifica l’attività economica svolta e ha impatto su contributi, obblighi, agevolazioni. Deve essere scelto con attenzione per evitare errori. Inoltre, dal 1° gennaio 2025 (effettivo dal 1° aprile) è operativa la nuova classificazione ATECO aggiornata.
Iscrizioni previdenziali e altri adempimenti
A seconda dell’attività possono essere richieste anche:
- Iscrizione alla gestione previdenziale INPS (liberi professionisti, artigiani, commercianti).
- Iscrizione al registro imprese/isolato se previsto (Camera di Commercio).
- Iscrizione ad albi professionali, se l’attività è regolamentata.
Procedure e documenti per aprire la Partita IVA
A questo punto, dopo aver fatto le scelte preliminari, si passa alla procedura effettiva di apertura. Ecco un elenco dei principali documenti da preparare:
- Documento di identità valido (carta d’identità, passaporto, patente).
- Codice fiscale o tessera sanitaria.
- Indirizzo PEC attivo (Posta Elettronica Certificata) per comunicazioni ufficiali.
- Scelta del codice ATECO corretto e, se necessario, iscrizione all’albo professionale.
- Modello da presentare: per le persone fisiche si usa il modello AA9/12; per società il modello AA7/10.
Dove e come presentare l’istanza
La richiesta va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate, secondo queste modalità:
- Online attraverso i servizi telematici dell’Agenzia (Fisconline/Entratel).
- Tramite PEC inviando il modello compilato + copia del documento di identità.
- presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario (commercialista, CAF).
Tempistiche
In linea generale, la partita IVA viene assegnata in tempi brevi (anche poche ore) per i professionisti che non devono iscriversi a registro imprese. Se è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio (es. ditta individuale) i tempi possono allungarsi a 1-7 giorni circa.
Costi di apertura e spese iniziali
L’apertura della partita IVA in sé non comporta un costo per l’istanza all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, bisogna considerare costi collegati quali:
- Spese per commercialista o consulenza fiscale.
- Costi per PEC, software di fatturazione.
- Contributi previdenziali.
- Iscrizione a ordini o registri, se previsti.
Tabella comparativa dei costi tipici
| Voce | Importo indicativo* | Note |
| Istanza Agenzia delle Entrate | 0 € | Procedura gratuita |
| PEC e software iniziali | 5-300 € annui | Varia in base a necessità |
| Commercialista / consulenza | 0-500 € all’avvio | Variabile secondo complessità |
| Contributi INPS minimi | ~4.300 € (artigiani/commercianti) | Solo se soggetti a contribuzione minimale |
*Importi indicativi per attività individuali; da valutarsi per ogni singolo caso
Dopo l’apertura: cosa tenere a mente
Aprire la partita IVA è solo l’inizio: da quel momento occorre adempiere a una serie di obblighi continui.
Adempimenti fiscali e contabili
- Fornire ai clienti la fattura con partita IVA.
- Conservare libri e registri obbligatori (se non in regime forfettario).
- Versare IVA (se previsti) e presentare dichiarazioni fiscali annuali.
- Tenere conto dei corrispettivi, ricavi e costi secondo il regime scelto.
Contributi previdenziali
A seconda del regime e dell’attività il soggetto va iscritto alla gestione INPS corrispondente (artigiani, commercianti, liberi professionisti senza cassa, ecc.). I contributi possono essere fissi o proporzionali al reddito.
Una checklist per aprire la Partita IVA
Ecco una scheda operativa e riassuntiva per orientarti nella procedura:
- Verifica se la tua attività richiede effettivamente partita IVA (continuativa, autonoma).
- Scegli la forma giuridica della tua attività.
- decidi il regime fiscale migliore per te (forfettario vs ordinario).
- Individua il codice ATECO corretto per la tua attività.
- Prepara i documenti necessari: identità, codice fiscale, PEC.
- Compila il modello (AA9/12 o AA7/10) e invialo entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.
- Attendi l’attribuzione della partita IVA (solitamente rapida).
- Iscriviti alla gestione previdenziale competente (INPS) e alla Camera di Commercio se richiesto.
- Avvia l’attività: emetti fatture, tieni contabilità/registri, rispetta adempimenti fiscali e previdenziali. Per tener traccia di tutte le scadenze e conservare digitalmente i tuoi documenti aziendali, affidati a software gestionali cloud completi, pensati proprio per semplificare l’attività fiscale.
- Ogni anno valuta se il regime scelto è ancora adatto o se conviene cambiarlo
Aprire una partita IVA può rappresentare un’opportunità concreta per concretizzare un progetto autonomo, valorizzare la propria professionalità o dare vita a una nuova impresa. Tuttavia, la scelta delle condizioni iniziali (regime fiscale, forma giuridica, codice ATECO, previdenza) è decisiva e richiede consapevolezza.


Domande Frequenti
È sempre obbligatorio aprire la Partita IVA se emetto qualche fattura?
No: se le prestazioni sono occasionali, non abituali e sotto determinate soglie di compenso, la partita IVA potrebbe non essere necessaria.
Quanto tempo ci vuole per ottenere la partita IVA?
In molti casi poche ore per professionisti. Se è necessaria l’iscrizione al registro imprese, i tempi possono salire a 1-7 giorni.
Quanto costa aprire la partita IVA?
L’istanza all’Agenzia è gratuita. I costi sono quelli legati a consulenza, PEC, software, contributi previdenziali.
Posso scegliere il regime forfettario? Quali sono i requisiti?
Sì, se si rispettano i limiti di ricavi (fino a 85.000 € nel 2025) e gli altri requisiti specifici (es. non partecipazione in società, non superamento di determinate spese). Aliquota agevolata al 15% o al 5% per i primi 5 anni.
Devo aprire la partita IVA anche se sono dipendente?
Sì, se si svolge un’attività autonoma in modo continuativo oltre al lavoro da dipendente, può essere richiesto aprire la partita IVA. È utile valutare la compatibilità e verificare eventuali conflitti con il contratto da dipendente.
Posso cambiare regime fiscale dopo aver aperto la partita IVA?
Sì, ma occorre valutare con un commercialista le condizioni per il passaggio (es. uscita dal forfettario, passaggio al regime ordinario) e rispettare i requisiti previsti.




