- Cos’è l’imposta di bollo e quando si applica
- Le scadenze per l’imposta di bollo nel 2026
- Modalità di versamento dell’imposta di bollo e codici tributo
- Controlli, integrazioni e interazione con il portale SdI
- Imposta di bollo: cosa cambia con le fatture elettroniche?
- Rischi e raccomandazioni sull’imposta di bollo
- Domande Frequenti
L’L’imposta di bollo è un tributo che continua ad avere un ruolo rilevante nell’ambito delle fatture elettroniche. Chi emette documenti di importo superiore a 77,47 euro, esenti o non soggetti a IVA, è infatti tenuto ad assolvere questo onere con cadenza trimestrale.
Nel 2026, grazie alle semplificazioni introdotte negli ultimi anni, la gestione dell’imposta di bollo è ormai quasi totalmente digitalizzata. Tuttavia, le scadenze di pagamento restano un aspetto centrale per garantire la corretta compliance fiscale.
In questo articolo vedremo nel dettaglio quando si paga l’imposta di bollo nel 2026, come effettuare il versamento e come integrarla correttamente con la fatturazione elettronica.
Cos’è l’imposta di bollo e quando si applica
L’imposta di bollo, disciplinata dal DPR n. 642/1972, si applica nella misura fissa di 2 euro sui documenti fiscali che superano la soglia di 77,47 euro, qualora siano esenti o non imponibili IVA.
Questo obbligo riguarda anche:
- i contribuenti in regime forfettario;
- chi emette fatture senza addebito IVA.
Con l’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, l’imposta di bollo non viene più assolta in forma cartacea, ma tramite bollo virtuale, valorizzando il campo “Bollo virtuale = SI” nel file XML della fattura.
L’Agenzia delle Entrate verifica trimestralmente le fatture trasmesse tramite Sistema di Interscambio (SdI) e genera:
- un elenco A, contenente le fatture già correttamente assoggettate a bollo;
- un elenco B, con le fatture che richiedono integrazioni o rettifiche.
Il processo è automatizzato, ma resta fondamentale il controllo da parte del contribuente.
Le scadenze per l’imposta di bollo nel 2026
Anche nel 2026 le scadenze dell’imposta di bollo sono legate ai trimestri solari e all’importo complessivo dovuto, con la possibilità di posticipare il pagamento se non viene superata la soglia cumulativa di 5.000 euro, introdotta dal Decreto Semplificazioni.
Nel dettaglio:
- Primo trimestre (gennaio–marzo)
Il termine ordinario è il 31 maggio 2026. Poiché cade di domenica, la scadenza slitta a lunedì 1° giugno 2026.
Se l’importo dovuto è pari o inferiore a 5.000 euro, il pagamento può essere rinviato al 30 settembre 2026.
- Secondo trimestre (aprile–giugno)
Il versamento va effettuato entro il 30 settembre 2026.
Se l’importo complessivo del primo e secondo trimestre non supera i 5.000 euro, è possibile posticipare il pagamento al 30 novembre 2026.
- Terzo trimestre (luglio–settembre)
Il pagamento deve essere effettuato entro il 30 novembre 2026, senza ulteriori possibilità di rinvio.
- Quarto trimestre (ottobre–dicembre)
L’imposta di bollo deve essere versata entro il 1° marzo 2027, poiché il termine ordinario del 28 febbraio cade di domenica.
In sintesi, le principali date da ricordare per il 2026 sono: 1° giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026 e 1° marzo 2027.
Modalità di versamento dell’imposta di bollo e codici tributo
Il pagamento dell’imposta di bollo può avvenire tramite:
- addebito diretto su conto corrente, previa indicazione dell’IBAN nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Per il versamento tramite F24, vanno utilizzati i seguenti codici tributo:
- 2521: primo trimestre;
- 2522: secondo trimestre;
- 2523: terzo trimestre;
- 2524: quarto trimestre.
In caso di sanzioni o interessi, si utilizzano i codici:
- 2525 per le sanzioni;
- 2526 per gli interessi.
L’addebito automatico rappresenta la soluzione più sicura per ridurre il rischio di dimenticanze o ritardi.
Controlli, integrazioni e interazione con il portale SdI
Entro il 15 del mese successivo alla chiusura di ciascun trimestre, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili gli elenchi delle fatture soggette a bollo.
- L’elenco A non è modificabile;
- l’elenco B può essere integrato o corretto dal contribuente o da un intermediario delegato.
In caso di irregolarità, l’Agenzia invia una comunicazione al domicilio digitale (INI-PEC), indicando:
- il tributo dovuto;
- le eventuali sanzioni;
- le modalità di regolarizzazione tramite ravvedimento operoso.
Le sanzioni possono variare dal 30% al 100% dell’imposta non versata, rendendo fondamentale una gestione puntuale.
Imposta di bollo: cosa cambia con le fatture elettroniche?
Con la fatturazione elettronica, il bollo è diventato completamente virtuale. L’assolvimento avviene tramite:
- flag nel file XML;
- indicazione in fattura della dicitura:
“Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 DPR 642/1972 e DM 17/06/2014”.
Nel 2026 il sistema è ormai pienamente integrato:
- calcolo automatico del bollo;
- predisposizione di F24 precompilati;
- gestione completa dal portale dell’Agenzia delle Entrate.
La responsabilità del controllo, tuttavia, resta sempre in capo al contribuente.
Il modo migliore per evitare errori è dotarsi di un software per la fatturazione elettronica completo e moderno, con il quale automatizzare la creazione e la compilazione delle fatture e tenere sempre sotto controllo tutte le scadenze. Inoltre, un software di fatturazione evoluto consente di condividere documenti e informazioni con il proprio commercialista con un click.


Rischi e raccomandazioni sull’imposta di bollo
Il mancato o tardivo pagamento dell’imposta di bollo comporta:
- sanzioni elevate;
- interessi legali;
- possibili comunicazioni di irregolarità.
È quindi fondamentale:
- monitorare gli elenchi trimestrali;
- verificare la soglia dei 5.000 euro per eventuali rinvii;
- intervenire tempestivamente sugli elenchi B;
- utilizzare il ravvedimento operoso in caso di errore.
Una gestione strutturata riduce i rischi e semplifica l’adempimento.
L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche rappresenta un adempimento semplice ma cruciale per professionisti e PMI, soprattutto dopo l’automatizzazione degli strumenti forniti dall’Agenzia delle Entrate. Le scadenze del 2025 (3 giugno, 30 settembre, 1° dicembre e 2 marzo 2026) devono essere annotate con precisione, tenendo conto della soglia di 5.000 euro che permette una gestione più flessibile.
È fondamentale inoltre incorporare nell’organizzazione aziendale una procedura consolidata. In particolare, bisogna monitorare gli elenchi generati dall’Agenzia, scegliere la modalità di pagamento più idonea (F24 o addebito automatico), intervenire tempestivamente sugli elenchi B e sfruttare il ravvedimento operoso in caso di dimenticanza. In questo modo si riduce il rischio di sanzioni e si mantiene una gestione fiscale responsabile e trasparente.
Domande Frequenti
Quando si paga l’imposta di bollo nel 2026?
L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche 2026 si paga:
- 1° giugno 2026 per il primo trimestre (30 settembre se sotto i 5.000 euro);
- 30 settembre 2026 per il secondo trimestre (30 novembre se sotto soglia);
- 30 novembre 2026 per il terzo trimestre;
- 1° marzo 2027 per il quarto trimestre.
Chi deve pagare la marca da bollo da 2 euro nel 2026?
L’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, anche se spesso l’importo viene addebitato al cliente.
Qual è l’imposta di bollo sui registri contabili nel 2026?
Sui libri sociali, cartacei o digitali, è prevista un’imposta di 16 euro ogni 100 pagine o frazione, come stabilito dal DPR n. 642/1972.




