Rateizzazione IRPEF

Rateizzazione IRPEF: guida pratica al funzionamento

La rateizzazione IRPEF rappresenta una soluzione pensata per gestire meglio il peso delle imposte sul reddito, soprattutto in anni in cui tra saldo, acconti e altri versamenti il calendario fiscale è particolarmente carico. Che si tratti di saldo, acconto o conguaglio, poter suddividere l’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) in più rate aiuta a preservare la liquidità e pianificare meglio le uscite fiscali. 

Per il 2025–2026 lo scenario è però cambiato su un punto chiave: 

  • resta possibile rateizzare le imposte dovute da dichiarazione dei redditi (saldo 2024 e primo acconto 2025);  
  • non è più possibile rateizzare il secondo acconto IRPEF di novembre 2025 per le partite IVA, dopo il biennio “speciale” 2023–2024 in cui il pagamento poteva essere spostato e spezzettato in più rate. 

In parallelo, la Legge di Bilancio 2026 (in corso di approvazione parlamentare) ridisegna l’IRPEF con la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% per la fascia intermedia di reddito, con un beneficio medio di circa 230 euro annui per 14 milioni di contribuenti. 

La manovra punta a rendere il sistema fiscale più semplice e sostenibile, con maggiore attenzione alle regole di versamento e alla flessibilità per famiglie e imprese. Le misure confermano la volontà del Governo di agevolare i contribuenti, soprattutto in un contesto economico ancora condizionato da inflazione e consumi incerti. 

In questa guida trovi tutto ciò che serve sapere: cos’è la rateizzazione IRPEF, come funziona oggi, chi può usarla, quali sono le scadenze 2025 e quando ha davvero senso scegliere le rate. 

Che cos’è la rateizzazione IRPEF 

La rateizzazione IRPEF è la possibilità di pagare l’imposta sul reddito delle persone fisiche in più soluzioni anziché in un’unica scadenza. Quando presenti la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF 2025 o 730/2025), infatti, dal calcolo finale potrebbero emergere: 

  • un saldo IRPEF 2024 da versare; 
  • un primo acconto IRPEF 2025
  • eventuali addizionali regionali/comunali e contributi previdenziali eccedenti il minimale

Per queste somme, la normativa (art. 20 D.Lgs. 241/1997) ti consente di chiedere la rateizzazione direttamente in dichiarazione, come confermato anche dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. 

In pratica puoi rateizzare: 

  • il saldo dell’anno precedente; 
  • il primo acconto dell’anno in corso; 
  • entrambi, lasciando eventualmente fuori le addizionali. 

Diverso è il discorso per il secondo acconto di novembre: quello non rientra nella rateizzazione da dichiarazione e, per il 2025, deve essere pagato in un’unica soluzione entro il 30 novembre (che per quest’anno slitta al 1° dicembre 2025 perché il 30 cade di domenica). 

Chi può rateizzare: persone fisiche, con e senza partita IVA 

Possono chiedere la rateizzazione tutte le persone fisiche, quindi: 

  • lavoratori dipendenti e pensionati (con conguaglio via sostituto o F24); 
  • lavoratori autonomi e professionisti con partita IVA (a prescindere dal regime fiscale: ordinario, semplificato, forfettario). 

Per i titolari di partita IVA non c’è un divieto di principio: la rateizzazione da dichiarazione continua a valere anche per loro. Quello che è finito è il “bonus” specifico sul secondo acconto di novembre, introdotto in via sperimentale nel 2023–2024 e non confermato per il 2025. 

Come funziona la rateizzazione 

La rateizzazione IRPEF segue regole precise, definite dall’Agenzia delle Entrate. In particolare: 

  • il numero massimo di rate è sei, da giugno a novembre; 
  • le rate sono mensili
  • sulle rate successive alla prima si applicano interessi dello 0,33% mensile
  • il versamento avviene tramite modello F24

La Legge di Bilancio 2026 potrebbe introdurre piccole modifiche alla flessibilità dei versamenti, con misure pensate per sostenere contribuenti con redditi medio-bassi. Conviene verificare eventuali aggiornamenti al momento della presentazione della dichiarazione. 

Scadenze 2025: saldo 2024 e primo acconto 2025 

Secondo il calendario 2025, occorre: 

  • presentare dichiarazione PF 2025 (redditi 2024): entro il 31 ottobre 2025; 
  • aver versato il saldo 2024 e il primo acconto 2025
  • entro il 30 giugno 2025; oppure 
  • entro il 30 luglio 2025 con maggiorazione dello 0,40%.  

Se scegli la rateizzazione, le scadenze si spostano sui giorni 16 dei mesi successivi, con interessi calcolati al 4% annuo, che corrisponde a percentuali crescenti sulle rate successive alla prima. 

Novità 2025–2026: stop alle rate per l’acconto di novembre delle partite IVA 

Questo è il punto in cui si concentrano le novità. Nel 2023 e nel 2024, per le persone fisiche titolari di partita IVA con ricavi/compensi fino a 170.000 euro, il secondo acconto di novembre poteva:  

  • essere rinviato a gennaio dell’anno successivo; 
  • e poi rateizzato in 5 rate mensili (gennaio–maggio). 

Una possibilità che aveva alleggerito un periodo – quello di fine anno – già congestionato da IVA, contributi previdenziali, premi assicurativi e varie definizioni agevolate. 

Per il 2025, invece: 

  • niente proroga e niente nuovo piano a rate per il secondo acconto IRPEF di novembre; 
  • l’acconto va pagato in unica soluzione entro il 30 novembre 2025 (regolare anche il pagamento entro il 1° dicembre 2025).  

Il Ministro dell’Economia Giorgetti lo ha chiarito in question time alla Camera che le esigenze di gettito non consentono di replicare la rateizzazione sperimentale del biennio precedente.  

In sintesi: cosa si può rateizzare e cosa no 

Ecco uno schema per non confondersi: 

Voce Anno d’imposta / scadenza Rateizzabile da dichiarazione? Situazione 2025 
Saldo IRPEF 2024 da dichiarazione PF 2025 , con rate mensili fino a dicembre Confermato  
Primo acconto IRPEF 2025 da dichiarazione PF 2025 , insieme al saldo Confermato 
Secondo acconto IRPEF 2025 novembre 2025 No, escluso dalla rateizzazione ordinaria Unica soluzione entro 1° dicembre 2025 

Se desideri una gestione più fluida dei pagamenti e degli adempimenti fiscali, può essere utile valutare l’uso di strumenti gestionali come Kubik di Alias Digital, un software completo pensato per PMI e professionisti. 

Novità 2026: impatto della Legge di Bilancio sulla rateizzazione 

La Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione, non interviene direttamente sulle regole tecniche della rateizzazione da dichiarazione, ma è rilevante perché: 

  • riduce la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi nella fascia intermedia; 
  • comporta un beneficio medio di circa 230–276 euro l’anno per circa 14 milioni di contribuenti; 
  • secondo le simulazioni ISTAT, l’85% delle risorse si concentra però sulle fasce di reddito più alte. 

Perché ti interessa quando devi decidere se rateizzare? 

  • Se rientri nelle fasce che beneficiano del taglio IRPEF, il tuo carico fiscale complessivo 2026 potrà essere leggermente più basso rispetto agli anni precedenti, ma nell’immediato 2025/inizio 2026 la pressione di saldo + acconti resta elevata
  • il fatto che il Governo abbia scelto di non prorogare le rate di novembre per le partite IVA è legato proprio alla necessità di finanziare, tra le altre cose, il taglio IRPEF. 

Quando conviene la rateizzazione IRPEF 

La rateizzazione conviene soprattutto se: 

  • hai flussi di cassa discontinui (tipico di professionisti e autonomi); 
  • preferisci spalmare l’imposta da giugno a fine anno invece di un unico colpo a giugno; 
  • prevedi altre uscite importanti nello stesso periodo (mutui, fornitori, tredicesime da pagare ad altri, ecc.); 
  • vuoi tenere un margine di liquidità per imprevisti. 

È meno conveniente se: 

  • hai già liquidità sufficiente e preferisci non pagare interessi
  • puoi sfruttare altre forme di ottimizzazione (compensazioni da crediti, pianificazione dei prelievi, ecc.); 
  • ti è più semplice “chiudere il tema imposte” con un solo versamento. 

Per chi gestisce volumi significativi, può essere utile affiancare alla rateizzazione un gestionale che tenga sotto controllo scadenze, flussi e scenari fiscali: ad esempio un software gestionale per PMI come Kubik, che aiuta a incrociare dati contabili, fiscali e di cassa in un’unica piattaforma. 

Come si attiva la rateizzazione IRPEF: passaggi operativi 

In pratica, la rateizzazione non si “chiede” con un’istanza separata: si imposta direttamente in dichiarazione

  1. durante la compilazione del 730 o del modello Redditi PF 2025 
  • si indica il numero di rate desiderato (nei riquadri appositi); 
  • il software dell’intermediario o dell’Agenzia calcola importi e interessi. 
  1. per chi ha un sostituto d’imposta (lavoratore dipendente/pensionato) 
  • le rate vengono trattenute direttamente in busta paga o pensione (730); 
  • in alternativa, si possono gestire tramite F24 se non c’è sostituto o si usa Redditi PF. 
  1. per chi non ha sostituto o ha partita IVA 
  • si paga tramite modello F24 telematico (obbligatorio per i titolari di partita IVA);  
  • gli interessi da rateazione vanno indicati in rigo separato con apposito codice tributo. 
  1. attenzione alle scadenze 
  • la prima rata fa da “ancora” per tutte le successive; 
  • tutte le rate devono chiudersi entro il 16 dicembre 2025 (per i debiti della dichiarazione PF 2025). 

Errori da evitare nella rateizzazione 

Quando si propende per la rateizzazione dell’IRPEF, ci sono alcuni errori che è meglio evitare: 

  • confondere rateizzazione da dichiarazione e acconto di novembre
  • la prima puoi gestirla con più margine; 
  • il secondo acconto 2025, invece, non puoi più spalmarlo da gennaio a maggio come negli anni scorsi. 
  • sottovalutare gli interessi: sono contenuti, ma su importi elevati diventano numeri non banali; 
  • dimenticare una rata: la rateizzazione salta e si applicano sanzioni/ interessi da ravvedimento; 

non aggiornarsi sulle proroghe: eventuali rinvii o correttivi possono arrivare vicino alle scadenze; è sempre prudente verificare con il proprio consulente o sulle fonti ufficiali. 

Domande Frequenti

Posso saltare una rata e riprendere il pagamento?

No. Il mancato pagamento di una rata comporta l'interruzione del piano di rateizzazione e l’intero debito residuo diventa immediatamente esigibile. Devi ricorrere al ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte ma non azzerate, o attendere eventuali comunicazioni di irregolarità.

È possibile rateizzare l’IRPEF se pago in ritardo?

Sì, con il ravvedimento operoso, ma non si tratta di rateizzazione: si paga in un’unica soluzione con sanzioni ridotte.

Quante rate posso scegliere?

Dipende dall’importo e dalla pianificazione, ma in generale puoi arrivare fino alle rate che portano il pagamento entro il 16 dicembre 2025 (per i debiti PF 2025).

Posso ancora rateizzare il secondo acconto IRPEF di novembre 2025 se ho partita IVA?

No. Per il 2025 non è prevista la rateizzazione dell’acconto di novembre per le persone fisiche titolari di partita IVA: il pagamento va effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre (1° dicembre 2025).

Posso invece rateizzare saldo 2024 e primo acconto 2025?

Sì. La rateizzazione da dichiarazione PF 2025 (saldo 2024 + primo acconto 2025) è confermata per tutte le persone fisiche, con rate mensili fino a dicembre e interessi al 4% annuo sulle rate successive alla prima.

La Legge di Bilancio 2026 cambierà le regole della rateizzazione?

Al momento, il ddl di Bilancio 2026 interviene sulle aliquote IRPEF e su altre misure fiscali, ma non prevede, nei testi circolati finora, una riforma strutturale della rateizzazione delle imposte da dichiarazione. Sul fronte del secondo acconto di novembre, il Governo ha per ora escluso la proroga delle rate per il 2025, lasciando però uno spiraglio teorico a interventi last minute solo se si aprissero nuovi spazi di manovra.

Vuoi parlare con un nostro consulente per scoprire la soluzione più adatta alle tue esigenze?
Contattaci e saremo lieti di rispondere a ogni tua domanda.

Contattaci