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Regime forfettario 2025: guida completa per la transizione 

In Italia la pressione fiscale su imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi titolari di partita IVA è notoriamente molto elevata, soprattutto per chi si trova nel regime fiscale ordinario. Esiste però un’opportunità che consente di ridurre il carico fiscale: passare al regime forfettario

Il forfettario è un regime fiscale particolarmente vantaggioso, infatti oltre a una tassazione agevolata offre molti altri benefici che semplificano la gestione di un’attività in proprio. Vediamo quando è possibile passare al regime forfettario, con tutto che bisogna sapere per effettuare questa transizione nel 2025.  

È possibile passare dal regime ordinario a quello forfettario? 

Chi ha già un’attività avviata in regime ordinario o semplificato può passare al regime forfettario in modo molto semplice e naturale. In questi casi infatti basta rispettare i vincoli di accesso previsti dalla normativa di legge per transitare al forfettario da un altro regime fiscale, senza dover effettuare nessuna richiesta o comunicazioni preventiva. 

Ma quali sono i requisiti di accesso al regime forfettario? 

  • ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (in caso di attività svolte con codici ATECO diversi bisogna sommare i ricavi o compensi di tutte le attività per calcolare questo valore); 
  • spese non superiori a 20.000 euro lordi annui sostenute per i compensi dei collaboratori, il lavoro accessorio o il lavoro dipendente; 
  • reddito da lavoro dipendente non superiore a 35.000 euro.

Chi rientra in questi limiti può transitare dal regime ordinario o semplificato a quello forfettario. In pratica, i titolari di partita IVA che possiedono questi requisiti l’anno successivo possono passare al regime forfettario senza nessuna comunicazione specifica. Ovviamente, in caso di dubbi è opportuno consultare un commercialista per valutare la propria situazione.  

Perché conviene passare al regime forfettario? 

Transitare al regime forfettario assicura diversi vantaggi, per questo si tratta del sistema fiscale più apprezzato in Italia dai titolari di partita IVA. 

  • Tassazione agevolata del 15% sul reddito imponibile, ridotta al 5% per le nuove attività come le startup
  • Il reddito imponibile è calcolato solo su una parte dei ricavi e compensi percepiti in base al coefficiente di redditività previsto per il tipo di attività esercitata (varia in funzione del codice ATECO), inoltre dal reddito imponibile si possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. 
  • Esclusione dal pagamento dell’IVA, sia per la certificazione dei compensi e dei ricavi che per gli acquisti nazionali, comunitari e per le importazioni. 
  • Gestione contabile semplificata rispetto al regime ordinario o semplificato. 

Dal 1° gennaio 2024, però, anche i forfettari sono soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica. Tuttavia, oggi basta dotarsi di un software per la fattura elettronica in cloud per gestire senza stress questa incombenza, con soluzioni adatte ad ogni esigenza che consentono di inviare e ricevere fatture elettroniche in modo semplice, veloce e a costi competitivi, usufruendo anche della conservazione a norma dei documenti per 10 anni come previsto dalla legge. 

Quando non conviene transitare al regime forfettario? 

Naturalmente non sempre conviene passare al forfettario, anche in presenza dei requisiti per aderire a questo regime fiscale. In particolare, in alcune situazioni potrebbe essere più vantaggioso rimanere nel regime ordinario o semplificato, ad esempio quando bisogna sostenere molte spese che si possono dedurre, mentre con il regime forfettario questo non è possibile. 

In questi casi non è obbligatorio entrare nel regime forfettario, infatti chi vuole rinunciare a questa possibilità deve soltanto gestire la contabilità e la fatturazione in base alle regole del regime scelto. Tuttavia, è necessario comunicare questa decisione alla prima dichiarazione annuale, ricordandosi che una volta scelto il regime semplificato o quello ordinario non è possibile cambiare prima di 3 anni.  

Cause di esclusione dal regime forfettario 

Nonostante il regime forfettario sia particolarmente conveniente per imprenditori e professionisti, in alcune circostanze non è possibile rimanere all’interno di questo regime fiscale agevolato.  

L’uscita dal regime forfettario può avvenire per i seguenti motivi: 

  • redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro percepiti nell’anno precedente, tranne quando il rapporto di lavoro dipendente è cessato e non si ricevono altri redditi da lavoro o da pensione; 
  • ricavi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (da 85.000 euro a 100.000 euro si esce dal regime forfettario l’anno successivo, mentre oltre i 100.000 euro l’uscita è immediata). 

Esistono inoltre alcune cause di esclusione dal forfettario che non consentono il passaggio a questo regime fiscale: 

  • chi non risiede in Italia, ad eccezione dei soggetti con residenza in uno stato dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo che producono almeno il 75% del reddito in Italia; 
  • chi usufruisce di regimi speciali IVA e di determinazione forfettaria del reddito
  • chi svolge prevalentemente o in maniera esclusiva attività di cessione di terreni, fabbricati o mezzi di trasporto nuovi
  • chi ha svolto la stessa attività con dei datori di lavoro nei due anni precedenti, a meno che non si tratti di una nuova attività dopo aver svolto un periodo obbligatorio di pratica come previsto da alcune arti e professioni; 
  • chi oltre all’attività d’impresa, arti o professioni ha partecipazioni in società di persone o a responsabilità limitata che esercitano attività riconducibili a quella svolta. 

Ad ogni modo, per valutare queste condizioni è consigliabile rivolgersi sempre a un commercialista esperto, analizzando insieme a un professionista se esistono i presupposti per l’esclusione o l’uscita dal regime forfettario per evitare errori che potrebbero causare pesanti sanzioni e un danno economico ingente.  

Domande Frequenti

Come posso tornare al regime forfettario?

Chi ha un’attività già avviata può tornare nel forfettario se rispetta i requisiti previsti da questo regime, senza nessuna comunicazione specifica.

Quali sono i requisiti per passare al regime forfettario?

I requisiti per passare al regime forfettario sono aver percepito ricavi e compensi non oltre 85.000 euro e aver sostenuto spese non superiori a 20.000 euro per collaboratori e dipendenti nell’anno precedente.

Quando conviene passare al regime forfettario?

Conviene passare al regime forfettario quando non si sostengono costi che si possono dedurre con altri regimi fiscali, come quello ordinario o semplificato, rendendo conveniente usufruire della tassazione agevolata del forfettario.

Cosa cambia nel 2025 per il regime forfettario?

Nel 2025 la Legge di Bilancio ha aumentato a 35.000 euro la soglia per i redditi da lavoro o da pensione che consentono di accedere al regime forfettario.

Quante tasse si pagano su 50.000 euro forfettario?

Le tasse da pagare su 50.000 euro percepiti in regime forfettario dipendono dal coefficiente di redditività legato al proprio codice ATECO: ad esempio, applicando un coefficiente del 78% si ottiene un reddito imponibile di 39.000 euro, al quale bisogna sottrarre circa 4.000 euro annui di contributi previdenziali e applicare una tassazione del 15%, ottenendo quindi 5.250 euro di tasse da pagare.

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