mediazione obbligatoria

Mediazione obbligatoria: perché serve il mandato al mediatore 

La mediazione obbligatoria è un passaggio essenziale in numerosi procedimenti civili italiani. Si tratta di una condizione di procedibilità, cioè un obbligo previsto per legge che impone alle parti di tentare la risoluzione della controversia attraverso un mediatore prima di poter adire il giudice.  

In questo approfondimento spiegheremo in modo chiaro che cos’è la mediazione obbligatoria, come si applica, quali novità introduce la Riforma Cartabia e, soprattutto, perché è fondamentale conferire un mandato scritto al mediatore per operare con la giusta sicurezza giuridica. 

Che cosa prevede la mediazione obbligatoria 

La mediazione obbligatoria è stata introdotta in Italia dal Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010. Inizialmente infatti era presente una definizione troppo ampia, tant’è che la Corte Costituzionale nel 2012 l’ha in parte dichiarata incostituzionale.  

Successivamente, la mediazione obbligatoria è stata reintrodotta dal decreto “del fare” (Dl 69/2013, poi convertito) come un primo incontro preliminare obbligatorio. Oggi, secondo l’articolo 5, comma 1bis, del D.Lgs. 28/2010, è diventata una reale condizione di procedibilità in alcune materie specifiche

In sostanze, la mediazione obbligatoria ha come obiettivo alleggerire il carico delle aule giudiziarie e favorire soluzioni rapide grazie a un dialogo facilitato da un terzo soggetto imparziale tra le parti. In particolare, il mediatore guida la conversazione, gestisce le negoziazioni e, ove possibile, propone accordi per sciogliere la controversia senza ricorrere al processo.  

Se il tentativo non viene avviato o se le parti non rispettano il primo incontro, il giudice non entra nel merito ma dichiara l’improcedibilità, assegnando un termine (solitamente 4 mesi) per attivare la mediazione. 

Le materie soggette all’obbligo di mediazione e le novità della Riforma Cartabia 

Le controversie soggette a mediazione obbligatoria includono categorie come condominio, diritti reali, locazioni, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, comodato, affitto d’azienda e risarcimento danni da responsabilità medica o diffamazione.  

Con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia a luglio 2023, l’elenco è stato ampliato per includere anche opposizioni a decreti ingiuntivi, ingiunzioni, convalide di sfratto e alcuni procedimenti possessori

La riforma ha dunque esteso la condizione di procedibilità, restando però ferma la natura tassativa dell’elenco, come confermato dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Si tratta nello specifico di un imperativo procedurale: senza tentare la mediazione nelle materie indicate, infatti, non si può accedere al giudizio. 

Ruolo e qualità del mediatore 

Il mediatore non è un arbitro né un giudice, ma un facilitatore imparziale, indipendente e super partes, con formazione specifica in materia di mediazione e tecniche di negoziazione. Deve possedere almeno il diploma di laurea triennale o equivalenti, aver seguito corsi di formazione specialistica e aggiornamenti periodici. Non può avere rapporti con le parti e deve garantire riservatezza e correttezza

In casi di mediazione giudiziale o obbligatoria legislativa, il mediatore deve notificare e inviare il mandato scritto a tutte le parti presenti, inclusi gli avvocati, utilizzando firme elettroniche certificate. Questo passaggio non è una formalità, ma una garanzia legale e di chiarezza procedurale. 

Il mandato scritto al mediatore: perché è essenziale? 

Il mandato scritto costituisce il fondamento dell’intera procedura. La sua presentazione al primo incontro, unitamente all’avviso e al regolamento dell’organismo, dimostra che le parti hanno accettato consapevolmente di avviare la mediazione e che il mediatore è stato formalmente incaricato. Senza mandato, il tentativo è nullo e ciò può determinare l’improcedibilità della domanda giudiziale. 

Dal punto di vista pratico, il mandato scritto delimita i confini della mediazione: definisce in particolare la controversia, stabilisce gli obiettivi, identifica il mediatore e attiva la riservatezza. Inoltre, protegge dal rischio che il mediatore venga coinvolto come parte o che sorgano conflitti legati all’assenza di un incarico formale. 

Svolgimento e conseguenze pratiche della mediazione obbligatoria 

Il procedimento di mediazione si apre con l’invio dell’istanza all’organismo competente, che la valuta e invita tutte le parti interessate. Il primo incontro, obbligatorio, ha la durata minima prevista dalla legge. Le parti devono partecipare al primo incontro con i rispettivi avvocati e possono decidere di proseguire o meno. 

Se entro il termine stabilito non si raggiunge un accordo non viene meno il valore della procedura, che resta un requisito essenziale per andare in giudizio. Il giudice, qualora la mediazione non sia stata avviata, assegna un ulteriore termine per procedere. Se viceversa l’incontro preliminare è avvenuto e il mandato c’è stato, le parti hanno adempiuto al requisito. 

Superata la mediazione, l’eventuale accordo conclusivo può avere valore di transazione e, se registrato, di titolo esecutivo. 

Mandato scritto: il contenuto necessario 

Il mandato scritto al mediatore deve indicare con precisione i dati delle parti, la natura e l’oggetto della controversia, l’organismo presso cui si svolge e l’incarico conferito al mediatore. Va firmato da tutti i soggetti coinvolti, insieme ai rispettivi avvocati se presenti, anche in forma elettronica certificata. 

Questa formalizzazione ha duplice valenza: da un lato permette di dimostrare la sussistenza degli elementi formali richiesti dalla legge, dall’altro delimita chiaramente le regole della mediazione, compresa la riservatezza e l’imparzialità del professionista incaricato. 

Per questo è opportuno dotarsi di un software per la firma elettronica, uno strumento fondamentale al giorno d’oggi per PMI, aziende e professionisti per firmare digitalmente i documenti e conferire loro pieno valore legale. In questo modo è possibile semplificare e velocizzare i vari processi legati alla gestione della mediazione obbligatoria.  

Rischi dell’assenza di un mandato scritto 

Se manca il mandato scritto, il primo incontro non può considerarsi valido: il mediatore infatti non ha titolo per operare e il procedimento è perfezionato in modo incompleto. Conseguentemente, il giudice rileverà l’irregolarità e potrà dichiarare l’improcedibilità, obbligando alla ripetizione del tentativo

Questa evenienza comporta ritardi, costi aggiuntivi e potenziali sanzioni per le parti, oltre a sollevare dubbi sull’efficacia di eventuali accordi raggiunti in modo non conforme. Un errore formale di questo tipo può rovinare mesi di trattativa. 

Vantaggi di una procedura di mediazione corretta e completa 

Quando il mandato è correttamente conferito e si svolge il primo incontro, la mediazione diventa uno strumento efficace per risolvere le controversie. Le parti possono mantenere il controllo sul risultato, accorciare i tempi, risparmiare sui costi processuali e migliorare le relazioni future. 

Inoltre, un accordo raggiunto con mediazione può diventare titolo esecutivo se registrato, eliminando la necessità di giudizio e aumentando la certezza del risultato. Quando operata correttamente, la mediazione obbligatoria può evitare procedure complesse e innescare una cultura di dialogo anche in micropolitiche aziendali. 

Per questo la mediazione obbligatoria rappresenta oggi una tappa cruciale nel percorso di risoluzione delle liti civili. La sua funzione è chiara: prevenire il contenzioso, snellire la giustizia ed evitare spese e rischi inutili. Ma affinché funzioni davvero è fondamentale conferire un mandato scritto al mediatore e rispettare le regole procedurali. Senza di esso, infatti, la mediazione perde validità e le parti possono trovarsi nella condizione di dover ripetere l’intera procedura, con conseguenze economiche e temporali che avrebbero potuto evitare. 

Domande Frequenti

Quando è prevista la mediazione obbligatoria?

La mediazione obbligatoria è prevista dalla legge quando una controversia tra le parti ha un oggetto specifico, ad esempio nelle controversie legate a compravendite immobiliari, usufrutto e proprietà.

Cosa cambia nella mediazione con la Riforma Cartabia?

La riforma Cartabia ha introdotto alcune novità nell’ambito della mediazione obbligatoria e volontaria, tra cui l’ampliamento delle materie oggetto di mediazione obbligatoria, le sanzioni per le parti che non partecipano al procedimento e nella durata della mediazione.

Chi paga le spese della mediazione?

Le spese della mediazione sono di solito suddivise tra le parti interessate, con il soggetto che avvia la mediazione che deve farsi carico delle spese iniziali, mentre tutte le parti coinvolte sono tenute a sostenere i costi per lo svolgimento della mediazione come l’onorario del mediatore.

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