- La spinta normativa sulla cybersecurity: dalla NIS 2 al GDPR
- Dall’obbligo alla cultura sulla sicurezza informatica: perché la formazione è una leva strategica?
- Vantaggi tangibili della cybersecurity: dal ROI alla reputazione
- Formazione diffusa e specialistica sulla cybersecurity: due facce della stessa medaglia
- L’evoluzione degli strumenti formativi nella cybersecurity
- La formazione come risposta al cyber-skill gap
- Domande Frequenti
Oggi più che mai la formazione in cybersecurity è un aspetto essenziale per aziende e professionisti. La trasformazione digitale, infatti, ha reso la tecnologia uno strumento quotidiano e imprescindibile, ma allo stesso tempo ha moltiplicato anche i rischi, con attacchi hacker, furti di identità, truffe informatiche e violazioni dei dati che sono ormai all’ordine del giorno.
D’altra parte, ogni click, email e connessione rappresenta una potenziale porta di ingresso per chi intende sfruttare vulnerabilità e negligenze. In questo scenario, la formazione nell’ambito della sicurezza informatica non è soltanto un dovere normativo, ma un vero e proprio investimento strategico per rafforzare davvero organizzazione e rendere il business più resiliente.
La spinta normativa sulla cybersecurity: dalla NIS 2 al GDPR
Una delle ragioni principali che rende la formazione in cybersecurity fondamentale è la crescente pressione normativa. La Direttiva NIS 2 dell’Unione Europea, entrata in vigore a gennaio 2023 e recepita in Italia con il D.lgs. 138/2024, ha imposto alle aziende che operano in settori essenziali, come sanità, energia, trasporti e servizi digitali, l’obbligo di adottare misure di sicurezza rafforzate, tra cui programmi di formazione periodica per dipendenti e dirigenti.
Non si tratta solo di un atto formale: la NIS 2 infatti prevede sanzioni significative per chi non rispetta gli standard richiesti e attribuisce responsabilità dirette anche ai vertici aziendali.
Parallelamente, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) richiama esplicitamente la necessità di formare il personale che tratta dati personali, per garantire consapevolezza e ridurre il rischio di violazioni. In altre parole, oggi la formazione oggi diventata uno strumento di accountability, in quanto dimostrare che i dipendenti sono stati istruiti sulle corrette procedure è ormai parte integrante della conformità normativa.
Bisogna poi considerare l’introduzione di una serie di strumenti che contribuiscono a rendere la gestione digitale delle attività più sicura e trasparente, come il regolamento europeo eIDAS (electronic IDentification Authentication and trust Services) che definisce un quadro giuridico comunitario per la firma elettronica, i sigilli elettronici e le validazioni temporali elettroniche.
Dall’obbligo alla cultura sulla sicurezza informatica: perché la formazione è una leva strategica?
Limitarsi ad organizzare corsi per obbligo di legge rischia di ridurre la formazione a un adempimento burocratico. Al contrario, le aziende più virtuose comprendono che la cybersecurity è prima di tutto una cultura da costruire e diffondere.
Creare una cultura della sicurezza significa trasformare ogni dipendente in un operatore digitale consapevole. Non a caso, quando una persona impara a riconoscere una mail sospetta di phishing, a non condividere password via chat o a non scaricare allegati da fonti poco attendibili, si riduce drasticamente il rischio di incidenti. D’altronde, tutti i report di settore indicano che la maggior parte degli incidenti informatici è causato da un errore umano.
Un esempio concreto riguarda gli attacchi di Business Email Compromise (BEC), dove i criminali informatici inviano email contraffatte che simulano la richiesta di un dirigente per trasferire dei fondi a un conto fittizio. Le aziende che investono in programmi di sensibilizzazione del personale sulla cybersecurity, però, riescono a ridurre sensibilmente le probabilità di cadere in trappole di questo tipo.
Vantaggi tangibili della cybersecurity: dal ROI alla reputazione
Spesso si pensa che la formazione in cybersecurity sia solo un costo, ma in realtà si tratta di un investimento con dei ritorni misurabili.
Secondo uno studio dell’ENISA (European Union Agency for Cybersecurity), ogni euro speso in formazione e prevenzione nell’ambito della cybersecurity può generare risparmi fino a 3-5 euro in potenziali costi di rimediazione post-incidente, come fermi macchina, perdita di dati e danni reputazionali.
A livello reputazionale, inoltre, un’azienda che dimostra attenzione alla sicurezza digitale aumenta la fiducia di clienti, fornitori e partner. Specialmente nei mercati più competitivi, poter dichiarare di avere un personale formato e processi di sicurezza solidi può diventare un fattore distintivo nella scelta di un fornitore o di un collaboratore.
Formazione diffusa e specialistica sulla cybersecurity: due facce della stessa medaglia
Naturalmente non tutta la formazione in cybersecurity è uguale. Per essere efficace, infatti, deve svilupparsi su due livelli:
- formazione diffusa destinata a tutto il personale, focalizzata sulle minacce comuni e sulle buone pratiche quotidiane (gestione sicura delle password, riconoscimento del phishing, uso corretto delle reti aziendali e dei dispositivi mobili);
- formazione specialistica rivolta a figure chiave come IT manager, responsabili della sicurezza (CISO), amministratori di sistema e dirigenti, che devono approfondire aspetti tecnici e strategici, dalla gestione degli incidenti alla conformità normativa.
Un mix bilanciato di queste due tipologie permette di coprire l’intera organizzazione, creando una rete di competenze che riduce i rischi e migliora la capacità di risposta.
L’evoluzione degli strumenti formativi nella cybersecurity
Un altro elemento da sottolineare nell’ambito della cybersecurity è come la formazione stia cambiando forma negli ultimi anni. Oggi la sicurezza informatica non propone più soltanto corsi o webinar occasionali, ma dei veri e propri percorsi strutturati con strumenti di e-learning, simulazioni di attacchi reali (phishing test), laboratori pratici e aggiornamenti costanti.
Le tecniche di gamification, ad esempio, rendono più coinvolgenti i corsi per i partecipanti, trasformando le lezioni in sfide con punteggi e ricompense per stimolare l’apprendimento e mantenere alta l’attenzione. Allo stesso modo, gli incident response exercise, o esercizi di risposta agli incidenti, simulano veri e propri attacchi informatici permettendo ai team di esercitarsi nella gestione di una crisi in un ambiente protetto.
La formazione come risposta al cyber-skill gap
Oggi si parla molto di cyber-skill gap, ovvero della mancanza di professionisti qualificati in cybersecurity. Secondo l’ENISA, in Europa mancano centinaia di migliaia di esperti per coprire le esigenze crescenti delle aziende. Investire in formazione interna significa anche colmare parzialmente questo vuoto, non solo formando dipendenti più consapevoli, ma anche creando percorsi di crescita professionale che fidelizzano i talenti e riducono il turnover.
Guardando al futuro, la formazione in cybersecurity non è destinata a ridursi, ma a crescere. D’altronde, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, dell’Internet of Things e delle tecnologie emergenti, i rischi diventeranno sempre più sofisticati. Per questo, preparare oggi i dipendenti significa rendere l’azienda più resiliente domani.
Lo ha ricordato anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN): la sicurezza informatica è un bene comune e richiede la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini. Solo con una formazione continua e diffusa sarà possibile garantire la competitività del sistema Paese e la libertà digitale dei singoli.
Domande Frequenti
Perché è importante la formazione sulla sicurezza informatica?
La formazione sulla sicurezza informatica garantisce numerosi vantaggi, tra cui una maggiore protezione delle aziende dagli attacchi informatici, una migliore conformità normativa, un notevole risparmio economico nel lungo periodo e la tutela della reputazione aziendale.
Perché è importante essere informati sulle pratiche di cybersecurity?
Poiché un attacco informatico può causare gravi danni economico e reputazionali alle aziende, è importante che tutti i dipendenti e i collaboratori siano debitamente formati e informati sulle pratiche di cybersecurity da adottare nello svolgimento della propria attività.
Quali sono gli obiettivi della cybersecurity?
I principali obiettivi della cybersecurity sono migliorare la prevenzione dei rischi informatici e garantire l’integrità e l’accessibilità delle risorse digitali proteggendole dalle minacce informatiche.
Quali sono le certificazioni di cybersecurity?
Le certificazioni di cybersecurity, rilasciate da enti accreditati e riconosciute a livello internazionale, attestano a vari livelli le competenze sviluppate nel campo della sicurezza informatica da parte di una persona, ad esempio un professionista o un dipendente aziendale.



