Nel regime forfettario, il coefficiente di redditività è il parametro fondamentale che consente di determinare la parte di ricavi effettivamente soggetta a tassazione.
In altre parole, rappresenta la percentuale di reddito imponibile che, applicata al totale dei ricavi o compensi percepiti, serve a calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali dovuti.
Questo sistema, introdotto per semplificare la fiscalità delle piccole imprese e dei professionisti, elimina la necessità di calcolare costi e spese reali: al loro posto viene applicato un coefficiente fisso che varia a seconda del tipo di attività. In questo modo, il forfettario consente una gestione più semplice, pur mantenendo un collegamento diretto tra la redditività dell’attività e la tassazione effettiva.
Cos’è il coefficiente di redditività?
Il coefficiente di redditività è la percentuale forfettaria stabilita dall’Agenzia delle Entrate per ciascun codice ATECO, che rappresenta la quota di reddito ritenuta fiscalmente imponibile rispetto ai ricavi totali.
La disciplina è definita dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54-89), che regola il regime forfettario e individua, per ogni categoria economica, il coefficiente da applicare al totale dei compensi percepiti nell’anno.
La differenza principale rispetto ai regimi ordinari è che nel forfettario:
- Non vengono dedotte le spese effettive, ma una quota fissa stimata in base all’attività.
- Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi o compensi per il coefficiente di redditività assegnato al codice ATECO.
- Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva (del 15%, o del 5% per i primi cinque anni di nuova attività).
Ad esempio, un consulente con ricavi annui pari a 40.000 euro e un coefficiente di redditività del 78% dichiarerà un reddito imponibile di 31.200 euro, su cui verranno calcolate le imposte e i contributi dovuti.
Il coefficiente, quindi, rappresenta una stima convenzionale della percentuale di guadagno netto, stabilita dall’Agenzia delle Entrate in base alla natura economica dell’attività e aggiornata periodicamente per garantire equità tra i diversi settori.
Tabella dei coefficienti di redditività
Ogni categoria di attività economica ha un proprio coefficiente di redditività, definito in base al codice ATECO associato. Questo valore incide direttamente sul calcolo del reddito imponibile e, di conseguenza, sull’importo dell’imposta sostitutiva da versare.
Ecco una tabella riepilogativa dei principali coefficienti previsti per alcune categorie professionali:
| Categoria / Tipo di attività | Codici ATECO (esempi) | Coefficiente di redditività |
| Professionisti (consulenti, avvocati, architetti, formatori) | 70.22.09, 69.10.10, 74.90.99 | 78% |
| Servizi alla persona e attività artigianali | 96.02.02, 43.39.01 | 67% |
| Commercio al dettaglio e all’ingrosso | 47.19.10, 46.90.00 | 40% |
| Attività di ristorazione e alloggio | 56.10.11, 55.10.00 | 40% |
| Agricoltura e pesca | 01.13.00, 03.11.00 | 40% |
| Trasporti e logistica | 49.41.00, 52.29.22 | 80% |
| Intermediari del commercio | 46.19.02 | 62% |
| Costruzioni e installazioni | 41.20.00, 43.21.01 | 86% |
Più alto è il coefficiente, maggiore sarà la quota di ricavi considerata reddito imponibile, e quindi più elevata la base fiscale. Al contrario, un coefficiente più basso riduce la parte di reddito su cui vengono calcolate imposte e contributi, riflettendo i maggiori costi medi di settore (come accade, ad esempio, nel commercio o nella ristorazione).
Come si calcola il reddito imponibile nel forfettario
Il calcolo del reddito imponibile nel regime forfettario è semplice e immediato: si applica una percentuale di redditività (stabilita dall’Agenzia delle Entrate) ai ricavi o compensi percepiti nell’anno fiscale.
La formula base è:
Ricavi o compensi x Coefficiente di redditività = Reddito imponibile
Sul reddito così determinato si applicano poi:
- L’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuova attività.
- I contributi previdenziali, calcolati in base alla gestione di appartenenza (INPS Gestione Separata, artigiani o commercianti).
Questo sistema agevola chi svolge attività con costi elevati (come i commercianti), applicando una percentuale più bassa, e riduce la complessità della contabilità rispetto al regime ordinario.
Per semplificare la gestione dei ricavi, dei calcoli fiscali e delle scadenze, il software Kubik di Alias Digital offre una piattaforma cloud intuitiva per la fatturazione elettronica, la contabilità e il monitoraggio fiscale, ideale per chi opera nel regime forfettario. Grazie alle funzioni automatiche di calcolo, Kubik consente di avere sempre sotto controllo redditi, imposte e contributi da versare, evitando errori e dimenticanze.


Esempio pratico di calcolo
Per comprendere meglio l’effetto del coefficiente di redditività sul reddito imponibile, ecco due esempi comparativi a parità di ricavi.
1. Professionista – Consulente marketing (coefficiente 78%)
- Ricavi annui: 40.000 €
- Reddito imponibile: 40.000 € × 78% = 31.200 €
- Imposta sostitutiva 15%: 31.200 € × 15% = 4.680 €
- Reddito netto stimato (al netto imposte, esclusi contributi): 26.520 €
2. Commerciante al dettaglio (coefficiente 40%)
- Ricavi annui: 40.000 €
- Reddito imponibile: 40.000 € × 40% = 16.000 €
- Imposta sostitutiva 15%: 16.000 € × 15% = 2.400 €
- Reddito netto stimato: 13.600 €
A parità di fatturato, il professionista risulta più “redditizio” in termini fiscali perché ha minori costi stimati, mentre il commerciante beneficia di un coefficiente inferiore che tiene conto delle spese operative più alte.
Il coefficiente, quindi, non misura solo la redditività dell’attività, ma rappresenta un meccanismo di equilibrio fiscale che adegua la tassazione alle caratteristiche del settore economico.
Perché il coefficiente di redditività è importante
Il coefficiente di redditività è il cuore del regime forfettario, poiché determina la base imponibile su cui vengono calcolate imposte e contributi previdenziali. La percentuale associata al proprio codice ATECO influisce direttamente sull’ammontare delle tasse da versare e, di conseguenza, sulla convenienza complessiva del regime.
Un coefficiente elevato comporta una maggiore quota di reddito tassabile, mentre un coefficiente più basso riduce l’imponibile, riflettendo la presenza di costi operativi più alti nel settore. Comprendere questa dinamica è essenziale per valutare se il regime forfettario rappresenta la scelta più vantaggiosa rispetto a quello ordinario.
Oltre a incidere sulla tassazione, il coefficiente di redditività è anche uno strumento di pianificazione fiscale: conoscere in anticipo la percentuale applicabile consente di stimare i futuri versamenti, pianificare la gestione della liquidità e impostare strategie di crescita sostenibili.
Monitorare regolarmente il proprio fatturato e la redditività consente inoltre di evitare il superamento dei limiti di accesso al forfettario (85.000 euro annui) e di mantenere una gestione ordinata e prevedibile delle proprie finanze.
Vantaggi e limiti del regime forfettario
Il regime forfettario è una formula agevolata pensata per semplificare la vita fiscale di professionisti e microimprese, offrendo vantaggi concreti ma anche alcuni limiti da tenere in considerazione.
I principali vantaggi sono:
- Semplicità di gestione, grazie all’eliminazione della contabilità ordinaria e alla determinazione forfettaria del reddito.
- Aliquota agevolata del 15% (ridotta al 5% per le nuove attività), che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
- Esonero da IVA e ritenute d’acconto, che semplifica l’emissione delle fatture e la gestione dei flussi finanziari.
- Minori adempimenti burocratici, con dichiarazioni più snelle e ridotti costi di consulenza.
I limiti principali riguardano invece:
- L’impossibilità di dedurre i costi effettivi, poiché la redditività è stimata tramite il coefficiente e non in base alle spese reali sostenute.
- La dipendenza dal coefficiente di redditività, che può risultare penalizzante per alcune categorie professionali con margini operativi ridotti.
L’obbligo di rispettare i limiti di ricavi previsti (85.000 euro), oltre i quali si passa automaticamente al regime ordinario.
Domande Frequenti
Dove trovo il coefficiente di redditività del mio codice ATECO?
Il coefficiente di redditività è indicato all’interno delle tabelle ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e riportate nella Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54-89). È possibile verificarlo anche nella propria dichiarazione dei redditi o consultando un consulente fiscale. Ogni codice ATECO ha un coefficiente specifico, determinato in base al tipo di attività economica svolta.
Tutte le attività hanno lo stesso coefficiente?
No. I coefficienti variano a seconda della categoria economica e del livello medio di costi del settore. Ad esempio, per i professionisti la percentuale è solitamente più alta (78%), mentre per i commercianti o ristoratori è più bassa (40%), per riflettere i maggiori costi operativi delle loro attività.
Il coefficiente può variare ogni anno?
In linea generale, i coefficienti di redditività restano stabili nel tempo, ma possono essere aggiornati dall’Agenzia delle Entrate o dal legislatore in caso di modifiche alla normativa fiscale. È consigliabile verificare periodicamente eventuali aggiornamenti, soprattutto in fase di dichiarazione dei redditi.
Come incide il coefficiente sui contributi INPS?
Il coefficiente di redditività determina il reddito imponibile, sul quale vengono poi calcolati anche i contributi previdenziali INPS. Pertanto, un coefficiente più alto comporta un imponibile maggiore e, di conseguenza, contributi più elevati; viceversa, un coefficiente più basso riduce la base contributiva.
Cosa succede se supero la soglia di 85.000 € di ricavi?
Se nel corso dell’anno si supera la soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi, si perde l’accesso al regime forfettario e si passa al regime ordinario a partire dall’anno successivo. In questo caso, si torna a una contabilità tradizionale con IVA, deduzione dei costi effettivi e tassazione IRPEF progressiva. È quindi importante monitorare i propri ricavi, anche con l’aiuto di strumenti gestionali digitali come Kubik di Alias Digital, per evitare superamenti involontari della soglia.




