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Primo piano di una donna che utilizza un tablet per firmare documenti online

Firma elettronica per presa visione: cos’è e in che modo snellisce i processi aziendali

Per le aziende, digitalizzare la firma per presa visione permette di risparmiare tempo (e denaro), dato che, ottimizzando questa fase specifica della gestione documentale, è possibile ridurre eventuali errori che influenzano le fasi operative dei processi lavorativi. Quando è sufficiente una semplice conferma, Per le aziende, digitalizzare la firma per presa visione permette di risparmiare tempo (e denaro), dato che, ottimizzando questa fase specifica della gestione documentale, è possibile ridurre eventuali errori che influenzano le fasi operative dei processi lavorativi. Tutto deve essere letto, compreso e tracciato, perché in caso di verifica è fondamentale dimostrare chi ha ricevuto cosa e quando. Quando è sufficiente una semplice conferma digitale con la firma elettronica, infatti, l’automatizzazione della “presa visione” evita i ritardi e trasforma un’attività lenta e manuale in un flusso veloce, tracciabile e controllato, che non richiede più stampe, scansioni e corse dietro alle firme mancanti.   

Il quadro normativo oggi è chiaro: il Regolamento eIDAS (aggiornato con eIDAS 2 nel 2024) disciplina le firme elettroniche a livello europeo, mentre il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e le Linee Guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici definiscono regole e buone pratiche per la gestione dei documenti digitali in Italia. 

In questo contesto, la firma elettronica per presa visione è uno strumento concreto per snellire i processi aziendali senza rinunciare alla conformità normativa. 

Cos’è la firma per presa visione 

Sottoscrivere per presa visione significa attestare, attraverso l’apposizione di una firma, di aver preso visione del documento firmato, di averne preso conoscenza e di accettarne il contenuto informativo. La firma per accettazione è utilizzata in molteplici contesti, poiché il suo scopo primario è quello di certificare la lettura di un documento. Non sempre equivale a sottoscrivere un contratto o un impegno economico: spesso serve soprattutto a certificare che l’informazione è stata resa disponibile e che la persona ne ha avuto consapevolezza. 

Questa pratica è comune: 

  • nelle aziende, per regolamenti interni, policy, istruzioni operative, piani di sicurezza, aggiornamenti organizzativi; 
  • nella PA e nell’ambito educativo,per circolari, disposizioni di servizio, regolamenti d’istituto; 
  • nelle agenzie immobiliari e nei servizi professionali, per condizioni generali, informative e documenti di accompagnamento; 
  • in campo medico-santario, nei consensi informati e nella documentazione consegnata al paziente, dove la presa visione è fondamentale per dimostrare il percorso informativo.  

In tutti questi contesti, la firma per presa visione ha una funzione duplice: da un lato responsabilizza chi firma, dall’altro consente all’organizzazione di ricostruire la storia del documento (chi l’ha letto, quando, da quale canale) in caso di audit, contestazioni o controlli di qualità. 

Tipi di firma elettronica e quale usare per presa visione 

Il Regolamento eIDAS  

  • Secondo le normative vigenti, una firma digitale deve garantire requisiti di identificabilità dell’autore, di integrità e di immodificabilità del documento. La firma elettronica garantisce la sicurezza e l’integrità del documento informatico e la sua validità può essere valutata nei procedimenti giudiziali, secondo l’articolo 25 del Regolamento eIDAS, che distingue tre principali livelli di firma elettronica:   
  • firma elettronica semplice (FES): è qualsiasi insieme di dati in forma elettronica associato a un documento (ad esempio un clic su “accetto”, un codice OTP, una spunta autenticata). Ha valore legale, ma la sua forza come prova viene valutata caso per caso, in base a sicurezza, integrità e tracciabilità del sistema; 
  • firma elettronica avanzata (FEA): permette di identificare in modo univoco il firmatario, è sotto il suo controllo esclusivo e garantisce un legame certo con il documento, in modo da evidenziare eventuali modifiche successive; 
  • firma elettronica qualificata (FEQ) / firma digitale: utilizza certificati qualificati e dispositivi sicuri; è l’equivalente giuridico della firma autografa e gode della presunzione di validità in tutti i Paesi UE. 

Nel caso della presa visione di documenti informativi o procedurali (policy interne, informative privacy, circolari, comunicazioni HR, manuali operativi), spesso è sufficiente apporre una firma elettronica semplice che:  

  • identifichi la persona (tramite autenticazione, credenziali, indirizzo e-mail univoco, eventuale OTP); 
  • colleghi in modo chiaro firma, documento e momento della sottoscrizione; 
  • conservi log e evidenze tecniche utili in caso di contestazione. 

La giurisprudenza più recente ha ribadito che una firma elettronica non può essere respinta solo perché non qualificata: il giudice ne valuta il valore probatorio alla luce di come è stato costruito il processo tecnico (modalità di autenticazione, conservazione, integrità del documento). 

Per documenti ad alto impatto (contratti, atti negoziali, accordi individuali complessi) può invece essere più opportuno usare firme avanzate o qualificate, ma questo esula dalla semplice presa visione. 

Come funziona in pratica la presa visione con firma elettronica 

Dal punto di vista di chi lavora ogni giorno in azienda, il funzionamento della presa visione digitale può essere descritto in pochi passaggi: 

  1. il documento viene caricato in un sistema di firma elettronica: può essere una procedura interna, una policy, un’informativa, un regolamento o qualsiasi altro contenuto che richiede conferma di lettura; 
  1. le persone interessate ricevono una richiesta di firma: la richiesta può arrivare via e-mail, tramite link o all’interno di un’area riservata. Chi deve firmare si autentica e accede al documento; 
  1. la presa visione viene eseguita e registrata: la persona legge il documento e conferma con un’azione esplicita (click su “firma”, inserimento di un codice, conferma da smartphone). Il sistema associa firma, documento, data e ora, indirizzo IP o altri elementi tecnici utili; 
  1. il documento firmato viene conservato digitalmente: il documento con presa visione viene archiviato nel sistema documentale, in linea con le Linee Guida AgID su formazione e conservazione dei documenti informatici, che nel triennio 2024–2026 sono state ulteriormente rafforzate sul fronte di sicurezza, interoperabilità e tracciabilità. 

Lo stesso flusso può essere utilizzato in diversi ambiti: 

  • HR e organizzazione interna: presa visione di regolamenti, policy, aggiornamenti organizzativi, istruzioni sulla sicurezza sul lavoro; 
  • privacy e compliance: conferma di lettura delle informative privacy e delle comunicazioni legate al GDPR; 
  • commerciale e acquisti: presa visione di offerte standard, listini, condizioni generali di contratto, ordini d’acquisto ricorrenti. 

Rispetto alla gestione su carta, l’azienda guadagna tempovisibilità sullo stato delle firme e la possibilità di dimostrare facilmente, anche a distanza di anni, chi ha effettivamente preso visione di cosa. 

I vantaggi della firma elettronica per presa visione 

La firma elettronica per presa visione ha numerosi vantaggi, soprattutto nelle medie e grandi aziende,ma anche per studi professionali, strutture sanitarie e PA, che, quotidianamente, hanno a che fare con un numero molto alto di documenti da firmare. La firma elettronica per presa visione porta benefici su tre piani: 

  • operativo: la raccolta delle firme non dipende più dalla presenza fisica: chi lavora da remoto, in filiale o in trasferta può prendere visione dei documenti in qualsiasi momento, da qualsiasi dispositivo. Si riducono code, ritardi e attività manuali (stampa, firma, scansione, archiviazione); 
  • economico: meno carta, meno stampe e meno spazio fisico dedicato all’archivio si traducono in un risparmio misurabile nel tempo. L’intero ciclo di vita del documento è digitale, in linea con l’approccio promosso dalle Linee Guida AgID e dal Piano Triennale per l’informatica nella PA, che stanno orientando anche il settore privato verso modelli documentali full digital; 

giuridico e di compliance: ogni presa visione genera log, marcature temporali e una traccia tecnica che permette di ricostruire con precisione il percorso del documento. Questo è prezioso in ambito ISO, audit di qualità, verifiche sulla sicurezza e, più in generale, in tutte le situazioni in cui l’organizzazione deve dimostrare di aver informato in modo corretto persone, collaboratori o clienti. 

Sifirma: la firma digitale semplice e sicura 

Per trasformare questi principi in un flusso concreto, serve una piattaforma che gestisca in modo sicuro invio, firma e conservazione dei documenti. Con Sifirma di Alias Digital puoi firmare i documenti in modo semplice, accessibile e conforme al quadro eIDAS. Ecco i vantaggi di questo software in cloud

  • chi deve firmare riceve una richiesta digitale e può confermare la presa visione da uno smartphone o da PC, , senza smart card o dispositivi dedicati;  
  • i responsabili di processo vedono in tempo reale chi ha firmato e chi no, con la possibilità di inviare promemoria e report di avanzamento; 
  • i documenti firmati vengono archiviati su infrastrutture cloud ospitate in datacenter italiani di ultima generazione, nel rispetto delle norme su sicurezza e protezione dei dati; 
  •  la gestione integrata di log, evidenze tecniche e conservazione documentale facilita il rispetto delle Linee Guida AgID e delle policy interne di compliance. 

In questo modo la presa visione diventa un tassello naturale del ciclo di vita digitale del documento, invece di un collo di bottiglia che rallenta tutte le altre attività.  

Domande Frequenti

La firma elettronica semplice è davvero sufficiente per la presa visione?

Per la presa visione di documenti informativi o procedurali, nella maggior parte dei casi una firma elettronica semplice ben strutturata è sufficiente. È importante che il sistema identifichi la persona che firma, colleghi in modo chiaro firma e documento e conservi log ed evidenze tecniche. Per contratti o atti negoziali più delicati può essere consigliabile usare firme avanzate o qualificate, ma si tratta di un’esigenza diversa rispetto alla semplice conferma di lettura.

La firma elettronica per presa visione ha lo stesso valore della firma autografa?

La firma elettronica qualificata / firma digitale ha, per legge, lo stesso valore della firma autografa. Le altre firme elettroniche (semplice e avanzata) non sono prive di valore: non possono essere respinte a priori in giudizio solo perché elettroniche, ma il loro peso probatorio viene valutato caso per caso in base alle caratteristiche tecniche del sistema (autenticazione, integrità del documento, tracciabilità).

In quali processi aziendali conviene usare la presa visione digitale?

Conviene soprattutto nei processi ad alto volume e basso rischio, dove il problema principale è dimostrare che l’informazione è stata effettivamente trasmessa: comunicazioni HR e regolamenti interni, informative privacy, aggiornamenti di procedure operative, istruzioni sulla sicurezza, circolari e documenti di servizio. In questi casi la firma elettronica per presa visione riduce tempi e costi, mantenendo un buon livello di tutela documentale.

Come posso dimostrare che una persona ha preso visione di un documento?

La prova non è il “click” in sé, ma l’insieme delle evidenze tecniche raccolte dal sistema: autenticazione dell’utente, log di accesso, data e ora della firma, eventuale indirizzo IP o dispositivo utilizzato, copia del documento firmato e marcato temporalmente. Un buon sistema di firma elettronica permette di esibire queste evidenze in modo semplice in caso di audit o contenzioso.

La presa visione digitale è compatibile con il GDPR?

Sì, se il processo è progettato nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati e delle altre regole GDPR. La firma elettronica per presa visione viene spesso usata proprio per gestire in modo più ordinato le informative privacy verso dipendenti, collaboratori e clienti, tracciando in modo chiaro chi ha ricevuto cosa e quando. L’importante è che la piattaforma di firma garantisca adeguati livelli di sicurezza, controllo degli accessi e conservazione dei documenti.

Per iniziare a usare la firma elettronica per presa visione devo cambiare tutta la mia gestione documentale?

Non necessariamente. In molti casi è possibile introdurre la presa visione digitale per gradi, partendo dai processi più ripetitivi (policy interne, informative, comunicazioni HR) e integrando la piattaforma di firma elettronica con gli strumenti che già usi per archiviare e condividere i documenti. Soluzioni in cloud come Sifirma permettono di attivare rapidamente flussi di firma anche senza rivoluzionare da subito tutta l’infrastruttura documentale.

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