Fatturazione Elettronica

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: come funziona, scadenze, sanzioni

Primo piano di tre etichette di marca da bollo del Ministro dell'Economia e delle Finanze
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Si sente sempre più spesso parlare della fatturazione elettronica in quanto, a partire dal 2024, sarà obbligatoria per tutti. Importante, quindi, non farsi trovare impreparati e conoscere tutti gli aspetti di questo nuovo sistema, anche per quanto riguarda l’imposta di bollo che, proprio come le fatture, diventerà anch’essa elettronica. Cosa cambia con questo bollo virtuale? Quando apporlo? Come e quando pagare? Tante le novità da conoscere: scopriamole insieme.

L’imposta di bollo sulle fatture

L’imposta di bollo del valore di 2 euro è un contrassegno adesivo acquistabile dai rivenditori di tabacchi e valori bollati che si applica su documenti (quali fatture, ricevute fiscali, note ecc.) relativi ad operazioni superiori a 77,47 euro, per le quali non è previsto il versamento dell’IVA, come avviene ad esempio per le fatture emesse da chi opera in regime forfettario, o delle ricevute con ritenuta d’acconto.

Non è vero, quindi, che solo i titolari di Partita IVA devono utilizzare l’imposta di bollo: se si effettuano prestazioni occasionali per importi superiori a 77,47 euro, bisogna provvedere ad acquistare e apporre l’imposta di bollo da 2 euro su tutte le ricevute che superano la cifra sopra indicata, in quanto l’imposta di bollo da 2 euro ha la funzione di sostituire il versamento dell’IVA.

Le fatture con indicata l’Imposta sul Valore Aggiunto, quindi, non necessitano dell’imposta di bollo.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: come si appone

Le fatture elettroniche, obbligatorie dal 1° gennaio 2019 per i titolari di Partita IVA assoggettati al regime ordinario semplificato, devono riportare l’imposta di bollo, proprio come accade per i documenti cartacei. Come si appone questo “bollo virtuale” su una fattura che non è cartacea, bensì elettronica? Attraverso il software di fatturazione elettronica che si utilizza: ecco perché è importante scegliere un sistema semplice, immediato e sicuro come Kubik, così da evitare di commettere errori.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche esenti dall’IVA 

L’adozione dell’obbligo di fatturazione elettronica ha portato a specifiche normative per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche esenti dall’IVA, delineate nell’articolo 6 del Decreto Ministeriale del 17 giugno 2014.  

Per queste fatture, è necessario includere un’annotazione che confermi l’assolvimento dell’imposta di bollo, operazione che si realizza valorizzando il campo “Bollo virtuale” nel formato della fattura elettronica con la dicitura “SI”.  

I contribuenti sono tenuti a versare periodicamente l’ammontare dell’imposta di bollo accumulata, utilizzando il modello F24, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, che incrocia le informazioni ricevute con quelle delle fatture che non presentano l’annotazione dell’imposta ma che ne sono comunque soggette.  

In caso di discrepanze o omissioni, i soggetti IVA possono regolarizzare la loro posizione seguendo le indicazioni dell’Agenzia o contestare l’attribuzione dell’imposta su determinate fatture. Interessante è l’opzione che permette il rinvio del pagamento dell’imposta di bollo senza penalità fino alla scadenza del trimestre successivo, a condizione che l’importo dovuto non ecceda i 5.000 euro, facilitando così la gestione finanziaria per le aziende e i professionisti soggetti a questa normativa. 

Le date da segnare sul calendario 

Per questo 2024 ci sono diverse date da ricordare relativamente alle scadenze dell’imposta di bollo, le riassumiamo nella seguente tabella evidenziando anche le relative eccezioni legate a determinate condizioni. 

Periodo Scadenza Note 
1° TRIMESTRE 2024 (da gennaio a marzo) 31-mag-24 Si può pagare più tardi, alla scadenza del trimestre successivo, se nel I trimestre l’importo è minore di 5.000 euro 
2° TRIMESTRE 2024 (da aprile a giugno) 30-set Puoi pagare entro il 30 di novembre se la somma da versare per il primo e il secondo trimestre è inferiore a 5.000 euro. 
3° TRIMESTRE 2024 (da luglio a settembre) 30-nov   
4° TRIMESTRE 2024 (da ottobre a dicembre) 28 febbraio anno successivo   

Come pagare l’imposta di bollo sulla fattura elettronica: due modalità 

Per pagare le marche da bollo sulle fatture elettroniche è possibile versare un modello F24 tramite la propria applicazione home banking, con i seguenti codici tributo (facendo attenzione, nel caso di versamento cumulativo nel 3° trimestre per i primi 3 trimestri, a rispettare i 3 distinti codici tributo): 

  • 1° trimestre: codice tributo 2521 
  • 2° trimestre: codice tributo 2522 
  • 3° trimestre: codice tributo 2523 
  • 4° trimestre: codice tributo 2524. 

Oppure, è possibile accedere al sito fatture e corrispettivi dell’Agenzia dell’Entrate tramite SPID e seguire questi passaggi: 

  • Selezionare “fatture elettroniche e altri dati IVA” 
  • Selezionare “pagamento imposta di bollo” 
  • Cliccare il box blu nella colonna dettaglio 
  • Cliccare “procedi al pagamento”. 
Lente di ingrandimento sul dettaglio delle imposte dirette di un Modello F24

Le sanzioni in caso di mancato pagamento dell’imposta di bollo 

Il mancato pagamento dell’imposta di bollo su fatture o ricevute rappresenta una violazione fiscale che può comportare conseguenze finanziarie significative per le aziende e i professionisti coinvolti.  

La normativa in vigore stabilisce che, in caso di omissione dell’applicazione della marca da bollo, la sanzione applicabile varia da un minimo di 1 a un massimo di 5 volte l’importo dell’imposta di bollo standard, che attualmente ammonta a 2 euro per documento

Questa scala sanzionatoria riflette la volontà del legislatore di disincentivare la non conformità alle norme fiscali, ponendo un accento particolare sulla corretta documentazione delle transazioni commerciali.  

La variabilità dell’ammontare della sanzione, che può quintuplicare l’imposta originariamente dovuta, sottolinea l’importanza di aderire scrupolosamente alle procedure di bollo virtuale per le fatture elettroniche, al fine di evitare penalizzazioni economiche che possono incidere significativamente sulla gestione finanziaria delle imprese. 

Inoltre, la presenza di una sanzione proporzionale all’imposta non versata mira a calibrare l’entità della penalità in base al grado di trasgressione, permettendo così una certa flessibilità nell’applicazione delle norme, senza tuttavia compromettere l’obiettivo di garantire la trasparenza e la correttezza delle operazioni imponibili.