Tutto quello che c’è da sapere sul visto di conformità

Primo piano di una mano che regge tre blocchetti di legno che rappresentano la conformità dei documenti legali

Il visto di conformità, anche conosciuto come “visto leggero”, è una forma di controllo amministrativo introdotta dal DL n. 241/1997 che serve a verificare che un atto amministrativo o una dichiarazione sia conforme alle leggi e ai regolamenti attualmente in vigore. Il visto di conformità ha lo scopo di evitare errori sia materiali che di calcolo nella determinazione di imponibili, ritenute e imposte, oltre che nel riporto di eccedenze derivanti da precedenti dichiarazioni. Vediamo nello specifico cos’è, da chi viene rilasciato e quando può essere considerato valido.

Visto di conformità o visto leggero: cos’è

Il visto di conformità è un documento attribuito dal legislatore a soggetti estranei all’Amministrazione Finanziaria e permette di verificare la corretta applicazione delle norme tributarie. Con il visto di conformità il professionista può tenere una contabilità regolare e avere una chiara corrispondenza tra i dati dichiarati con quelli delle scritture contabili, oltre alla documentazione sia per le imposte sui redditi sia per l’IVA, mentre i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) possono avere una corrispondenza tra i dati del modello 730 e la documentazione del contribuente in merito a ritenute, acconti, deduzioni e detrazioni d’imposta, nonché eventuali crediti d’imposta o eccedenze di anni precedenti.

A cosa serve il visto di conformità

L’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione garantisce ai contribuenti assistiti l’adempimento corretto di alcuni obblighi fiscali, agevola l’amministrazione finanziaria nei controlli che deve eseguire ed è un mezzo per contrastare il fenomeno delle compensazioni di crediti inesistenti, semplificando le procedure per richiedere i rimborsi IVA. Inoltre, l’apposizione del visto di conformità aiuta a contrastare le cessioni indebite di crediti d’imposta o gli sconti in fattura non dovuti, legati a interventi di recupero edilizio, efficienza energetica, sicurezza sismica, installazione di impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica e rimozione di barriere architettoniche.

Visto di conformità: chi lo rilascia

Oltre ai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale), ci sono altri soggetti che possono rilasciare il visto di conformità, tra cui:

  • i commercialisti, i contabili e i consulenti del lavoro, che devono essere regolarmente iscritti negli appositi albi di categoria;
  • i periti e gli esperti tenuti dalle Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura. Importante ricordare che questi soggetti, però, non sono autorizzati a rilasciare il visto di conformità sulle dichiarazioni “Modello 730”.

I professionisti, per poter rilasciare i visti di conformità, oltre a possedere la partita IVA devono essere già abilitati ai servizi telematici Entratel. Inoltre, deve esserci una corrispondenza tra la persona che rilascia il visto di conformità e quella che prepara e trasmette la dichiarazione tramite il servizio telematico Entratel. Per poter esercitare la facoltà di rilasciare il visto di conformità i professionisti devono inviare preventivamente all’Agenzia delle Entrate una comunicazione apposita.

La persona autorizzata a rilasciare il visto di conformità ha l’obbligo di:

  • preparare la dichiarazione fiscale,
  • attestare di aver effettuato i necessari controlli mediante la sua firma,
  • trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle entrate.

Validità del visto di conformità

Il visto di conformità non è considerato valido in diversi casi, ovvero:

  • se il professionista che lo rilascia non figura nell’elenco informatizzato degli operatori abilitati, gestito dalle Direzioni regionali competenti;
  • se il professionista che lo rilascia, pur essendo iscritto nell’elenco informatizzato, non coincide con la persona fisica che ha inviato la dichiarazione tramite via telematica;
  • se il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco informatizzato, ma non risulta “collegato” con l’associazione professionale, oppure con la società che ha inviato la dichiarazione tramite via telematica;
  • se il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco informatizzato, ma non risulta “collegato” con la società partecipata del Consiglio nazionale, Ordine o Collegio che ha inviato la dichiarazione tramite via telematica.

Visto di conformità: è obbligatorio?

Il rilascio del visto di conformità è obbligatorio in alcuni casi:

  • per compensare crediti, relativi all’IVA, alle imposte dirette, all’IRAP e alle ritenute, di importo superiore a 5.000 euro annui;
  • per presentare richieste di rimborso dei crediti IVA annuali e trimestrali di importo superiore a 30.000 euro;
  • per presentare le dichiarazioni tramite modello 730.

Cos’è il mandato professionale per visto di conformità

Il mandato professionale per visto di conformità è un documento che attesta che un professionista è stato incaricato per effettuare i controlli necessari al fine di ottenere il visto di conformità. Il mandato professionale è un atto formale che autorizza il professionista ad agire per conto del proprietario nei confronti delle autorità competenti e ad effettuare le verifiche necessarie per ottenere il visto di conformità. Si tratta quindi di un documento necessario per permettere al professionista incaricato di svolgere il proprio compito e per fare in modo che le autorità competenti possano rilasciare il visto di conformità.

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