Fatturazione Elettronica

Autofattura: cos’è, quando e come emetterla

Condividi:
LinkedInFacebookWhatsAppEmailCopy LinkShare

L’autofattura è un documento di natura fiscale che il soggetto passivo (un professionista o un’azienda) deve emettere nei propri confronti. In sostanza, emettere un’autofattura significa effettuare una vendita a sé stessi, il cui processo deve essere attestato da un documento fiscalmente valido come l’autofattura stessa.

Questo metodo, però, può essere utilizzato soltanto in circostanze particolari specificate dalla legge: vediamo nello specifico cos’è l’autofattura e come si emette.

Che cos’è l’autofattura

L’autofattura è una tipologia di fattura che contiene gli stessi elementi obbligatori previsti per una fattura standard. L’autofattura, però, presenta due peculiarità che la distinguono dalla fattura tradizionale: in primo luogo, l’emittente è il cessionario del bene o il committente del servizio che assolve l’imposta (ovvero l’obbligato a versare l’IVA) al posto del cedente o del prestatore.

Questa casistica include, ad esempio, gli acquisti effettuati dai produttori agricoli, i compensi erogati agli intermediari per la vendita di documenti di viaggio da parte degli esercenti attività di trasporto, la regolarizzazione dell’omessa o irregolare fatturazione (la cosiddetta “autofattura denuncia”) e gli acquisti da soggetti extra-UE.

In secondo luogo, il cedente/prestatore e il cessionario/committente in fattura sono lo stesso soggetto, il che significa che l’operazione avviene a titolo gratuito. Questa fattispecie include l’emissione di autofattura per “autoconsumo” (ovvero quando si destinano beni o servizi al consumo personale o familiare dell’imprenditore) e le cessioni gratuite di beni la cui produzione o il commercio rientra nell’attività di impresa. È importante sottolineare che l’autofattura deve essere elettronica e deve essere trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio, ad eccezione delle prestazioni rese da soggetti extra-UE, per le quali l’emissione elettronica è facoltativa.

Autofattura: come viene registrata in contabilità

In merito alle regole e alle modalità di registrazione contabile dell’autofattura, è necessario osservare gli obblighi previsti dall’articolo 21, comma 5, del DPR n. 633/72. Per poter essere considerata una autofattura a tutti gli effetti, deve riportare l’indicazione dell’IVA per le operazioni imponibili, nonché del titolo di non imponibilità o di esenzione per le operazioni non imponibili o esenti da imposta. Inoltre, sul documento deve essere riportata la dicitura che ne identifica la natura. Per quanto riguarda i termini di emissione dell’autofattura, essi variano a seconda che si tratti di cessioni di beni o prestazioni di servizi. Nel primo caso, l’autofattura deve essere emessa al momento dell’effettuazione dell’operazione, mentre nel secondo caso, occorre fare riferimento agli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633/72. L’autofattura deve essere annotata nel registro delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale per la detrazione.

Autofattura per acquisti da soggetti residenti In Paesi Extra-UE

L’emissione di un’autofattura diventa necessaria quando un soggetto passivo IVA residente in Italia effettua acquisti di beni o servizi da aziende estere o comunque prive di rappresentanza legale nel Paese. Questa regola, però, non si applica se l’IVA può essere desunta dalla bolletta doganale allegata alle merci.

In questi casi l’autofattura deve essere costituita da una nuova fattura emessa dal cessionario o committente italiano nei propri confronti, datata e protocollata per essere inserita nel registro delle vendite e nel registro degli acquisti. Per essere valida, deve inoltre riportare la dicitura “autofatturazione”, i dati del fornitore residente in un paese extra-UE, la natura, qualità e quantità dei beni o servizi acquistati, nonché l’ammontare delle operazioni esenti, non imponibili e imponibili con l’indicazione dell’imposta corrispondente.

Autofattura per autoconsumo: cos’è e come funziona

Si verifica la necessità di emettere un’autofattura per autoconsumo nel caso in cui i beni dell’azienda vengono destinati ad un uso diverso da quello originario dell’attività. Questo accade quando i beni dell’impresa vengono destinati ad usi differenti, ossia all’autoconsumo. Si può pensare ad esempio all’imprenditore che decide di tenere per sé alcuni beni che ha prodotto, in questo caso si parla di autoconsumo interno. Invece, si parla di autoconsumo esterno quando i beni sono destinati ad altre finalità, come ad esempio la donazione a terzi per fini di beneficenza. In entrambi i casi, il bene cambia destinazione, passando da un utilizzo inerente all’attività aziendale ad uno estraneo e non inerente. L’autoconsumo è assimilato ad una cessione di beni ai fini IVA, rendendo l’operazione imponibile indipendentemente dal valore e dalla tipologia del bene stesso. L’unica eccezione si verifica quando l’IVA non è stata detratta al momento dell’acquisto del bene, in questo caso il bene è considerato fuori campo IVA. Ad esempio, una situazione classica in cui si emette una fattura per autoconsumo è quella in cui un professionista cessa l’attività e vende l’auto utilizzata per lavoro. Per documentare l’operazione di autoconsumo, è necessario emettere un documento di trasporto con la causale “autoconsumo” ed un’autofattura, la quale deve essere registrata nel registro delle fatture emesse (e non in quello degli acquisti).

Autofattura e reverse charge 

L’inversione contabile, o reverse charge, rappresenta un meccanismo fiscale che sposta l’onere del versamento dell’IVA dal fornitore al cliente. Questa procedura si applica in specifici settori e operazioni, come ad esempio nel settore edile, nelle cessioni di alcuni beni (come rottami, tablet e cellulari) o nelle prestazioni di servizi da parte di soggetti non residenti. 

In tali casi, il fornitore emette una fattura senza addebitare l’IVA, in quanto sarà il cliente a doverla calcolare, dichiarare e versare all’Erario. Per adempiere a questo obbligo, il cliente deve emettere un’autofattura, integrando la fattura originaria del fornitore con l’IVA dovuta. 

L’autofattura in regime di reverse charge svolge una duplice funzione: 

  1. Documentazione dell’operazione: l’autofattura serve a certificare l’avvenuta operazione commerciale e a fornire una base documentale per la contabilità di entrambe le parti coinvolte. 
  1. Integrazione della fattura del fornitore: poiché la fattura originaria non include l’IVA, l’autofattura consente al cliente di aggiungere l’imposta e di registrare correttamente l’operazione nei propri libri contabili. 

L’emissione dell’autofattura in reverse charge è un adempimento fiscale obbligatorio per il cliente, che deve rispettare le stesse regole e tempistiche previste per le fatture ordinarie. In caso di omessa o errata emissione, il cliente potrebbe incorrere in sanzioni amministrative. 

È importante sottolineare che l’autofattura in reverse charge, come tutte le altre autofatture, deve essere emessa in formato elettronico e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI). 

In conclusione, l’autofattura in regime di reverse charge rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la corretta applicazione dell’IVA e la regolarità delle operazioni commerciali in quei settori in cui l’onere del versamento dell’imposta è trasferito al cliente. 

Semplifica l’emissione dell’autofattura con Kubik

Con Kubik, puoi facilmente generare autofatture conformi alla normativa, garantendo un processo di registrazione contabile impeccabile. Gestisci l’autofatturazione in modo efficiente e rispetta tutti gli obblighi fiscali con Kubik.